La nostra scelta più importante è il modo in cui decidiamo di vivere la nostra vita. La felicità è amore, nient’altro.

Katia Botta

martedì 31 gennaio 2017

La speranza ci spinge a guardare sempre oltre

Improvvisamente, in un giorno che può sembrare mediocre possono accadere cose straordinarie. 

La vita è meravigliosa per questo, è come un punto nell’infinito, e la speranza ci spinge a guardare sempre oltre. 

Non fermatevi mai a guardare un punto fisso, guardate sempre oltre, verso l’infinita bellezza della vita.

Buona Vita e buona giornata a tutti!
Katia Botta





Immagine dal web

giovedì 26 gennaio 2017

Fermarsi ad osservare o vivere una grande avventura?

Ogni essere umano, nel corso della propria esistenza, può adottare due atteggiamenti: costruire o piantare. I costruttori possono passare anni impegnati nel loro compito, ma presto o tardi concludono quello che stavano facendo. Allora si fermano, e restano lì, limitati dalle loro stesse pareti. Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato. Quelli che piantano soffrono con le tempeste e le stagioni, raramente riposano. Ma, al contrario di un edificio, il giardino non cessa mai di crescere. Esso richiede l’attenzione del giardiniere, ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere come in una grande avventura.

 Paulo Coelho







Immagine tratta da:
http://www.girasolesnc.it/costo-progettare-giardini-parchi-modena-spilamberto.html


venerdì 6 gennaio 2017

I Re Magi sono simboli di cammino e di ricerca di Dio


I Magi rappresentano gli uomini di ogni parte della terra che vengono accolti nella casa di Dio. Davanti a Gesù non esiste più divisione alcuna di razza, di lingua e di cultura: in quel Bambino, tutta l’umanità trova la sua unità.
(Papa Francesco)

Solo il Vangelo di Matteo parla dei Re Magi ma senza descriverli, racconta che i Magi dall’Oriente arrivarono a Gerusalemme durante il regno di Erode alla ricerca del neonato Re dei Giudei. 

Vi sono 4 passi importanti su cui riflettere:
La Ricerca nel Cammino,
la Partecipazione attiva nell’indagine di fede,
la Prostrazione nel gesto dell’Adorazione come Dio.
L’Offerta dei tre doni

I Re Magi sono simboli di cammino e di ricerca di Dio, pertanto l’Epifania nel tempo è stata definita una festa di “movimento” una attraverso la quale possiamo capire come Cristo vada verso il mondo e il mondo verso di Lui.  
La nostra fede viene dalla storia. Non è idea, pensiero, riflessione. E’ rivelazione ed opera di Dio nel nostro tempo.
Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per adorarlo.
La stella è segno di regalità; essi invece vi vedono anche l’altro segno: quella della divinità
Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: Dov’è il re dei Giudei che è nato?
E’ nato un re, anzi è nato il re dei Giudei. Non sanno dove e lo chiedono. Notare la partecipazione dell’uomo nell’indagine di fede. A volte c’è un segno, c’è una verità significata, ma è lasciata all’uomo la partecipazione attiva per indagare la pienezza della verità. Ancora una volta Dio e l’uomo insieme, il segno e la persona insieme. Non tutto è dato. La fede è dono ed è ricerca; è regalo ma anche sforzo ed impegno.
Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua Madre, e prostratisi lo adorarono.
Nel gesto della prostrazione essi lo riconoscono come re. Nel gesto dell’adorazione come Dio.
Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.

L’oro è per la regalità.  L’incenso è per la divinità.  La mirra è per la mortalità, l’amarezza, il dolore, la sofferenza. Nell’offerta di questi tre doni le profezia si ricompongono: Regalità e divinità, umanità e sofferenza, mortalità e immortalità, Dio e Uomo sono in questo BAMBINO CHE E’ NATO.

La mano di Dio vigila sul bambino. L’occhio del Signore veglia sul cammino del Giusto e lo salva. Dove non arriva l’uomo, dove l’uomo non vede, vede Dio ed arriva Lui. La prudenza è dono dell’Onnipotente ed è concessa ai suoi veri adoratori.

Che tipo di stella era quella che i Magi hanno visto e seguito?

Il Santo Padre Benedetto XVI ci spiega il suo significato: 

“E veniamo così alla stella. Che tipo di stella era quella che i Magi hanno visto e seguito? Lungo i secoli questa domanda è stata oggetto di discussione tra gli astronomi. Keplero, ad esempio, riteneva che si trattasse di una “nova” o una “supernova”, cioè di una di quelle stelle che normalmente emanano una luce debole, ma che possono avere improvvisamente una violenta esplosione interna che produce una luce eccezionale. Certo, cose interessanti, ma che non ci guidano a ciò che è essenziale per capire quella stella. Dobbiamo riandare al fatto che quegli uomini cercavano le tracce di Dio; cercavano di leggere la sua “firma” nella creazione; sapevano che “i cieli narrano la gloria di Dio” (Sal 19,2); erano certi, cioè che Dio può essere intravisto nel creato. Ma, da uomini saggi, sapevano pure che non è con un telescopio qualsiasi, ma con gli occhi profondi della ragione alla ricerca del senso ultimo della realtà e con il desiderio di Dio mosso dalla fede, che è possibile incontrarlo, anzi si rende possibile che Dio si avvicini a noi. L’universo non è il risultato del caso, come alcuni vogliono farci credere. Contemplandolo, siamo invitati a leggervi qualcosa di profondo: la sapienza del Creatore, l’inesauribile fantasia di Dio, il suo infinito amore per noi. Non dovremmo lasciarci limitare la mente da teorie che arrivano sempre solo fino a un certo punto e che – se guardiamo bene – non sono affatto in concorrenza con la fede, ma non riescono a spiegare il senso ultimo della realtà. Nella bellezza del mondo, nel suo mistero, nella sua grandezza e nella sua razionalità non possiamo non leggere la razionalità eterna, e non possiamo fare a meno di farci guidare da essa fino all’unico Dio, creatore del cielo e della terra. Se avremo questo sguardo, vedremo che Colui che ha creato il mondo e Colui che è nato in una grotta a Betlemme e continua ad abitare in mezzo a noi nell’Eucaristia, sono lo stesso Dio vivente, che ci interpella, ci ama, vuole condurci alla vita eterna”. (estratto da: Omelia del Santo Padre Benedetto XVI Basilica Vaticana Giovedì, 6 gennaio 2011) © Copyright 2011 - Libreria Editrice Vaticana.


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