La nostra scelta più importante è il modo in cui decidiamo di vivere la nostra vita. La felicità è amore, nient’altro.

Katia Botta

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giovedì 19 marzo 2020

#Covid19: A volte, una paura più grande fa sparire le nostre piccole paure


La paura è tutto ciò che ostacola la nostra libertà


A volte, una paura più grande fa sparire le nostre piccole paure quotidiane donandoci il coraggio di riprendere in mano la nostra vita.

La nostra libertà è stata bloccata dalla paura del #Covid19 dove dolore e preoccupazioni hanno preso il sopravvento del vivere quotidiano. Tutti diciamo #iorestoacasa ma dentro di noi c’è una grande voglia di uscire, perché ostacolati nella nostra libertà di azione. Questa negazione della libertà per alcuni è stato un bene ha sollecitato il desiderio di uscire a chi, preso dalle proprie paure personali è stato rinchiuso per troppo tempo nella propria #comfort zone, ha suscitato di nuovo il desiderio della vita, della luce del sole, del desiderio di fare una semplice passeggiata, delle relazioni ormai perse da tempo.

Continuo a dire che c’è e ci sarà qualcosa di buono in tutto ciò che sta accadendo, bisogna solo attendere e contribuire al cambiamento.

La paura blocca, paralizza, ma è l’antitesi della verità, perché nega tutto ciò che realmente siamo. Quindi prendiamo le giuste precauzioni ma non dimentichiamo la bellezza della verità, la verità dell'amore, la verità di chi siamo, la verità dell’altro, la verità dell’indifferenza e la verità della responsabilità.

“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. (Vangelo Giovanni 8,32)

Buona vita! #Andràtuttobene

 Katia Botta


Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa lettura.
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Katia Botta



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venerdì 19 maggio 2017

Siamo come goccioline di rugiada

A volte non ci rendiamo conto delle cose belle che ci accadono fino a quando non le raccontiamo, fino a quando attraverso le parole diamo anima ai nostri sentimenti, alle nostre emozioni, ai nostri incontri.
Siamo come goccioline di rugiada e non ci rendiamo conto della nostra luminosità finché un raggio di Luce più intenso non ci illumina…ed era proprio qui accanto a noi: Gesù raggio di luce, amore e speranza.

Buona giornata a tutti nella luminosità di questo giorno. Katia

Maranathà! Vieni Signore Gesù e illuminaci



                                IO SONO LA LUCE DEL MONDO
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Giovanni 1,9

Mentre avete la luce credete nella luce, per diventare figli della luce. Gesù disse queste cose, poi se ne andò e si nascose da loro. Giovanni 12,36

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa lettura.
Buona Vita, Pace a voi! Katia Botta

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venerdì 6 gennaio 2017

I Re Magi sono simboli di cammino e di ricerca di Dio


I Magi rappresentano gli uomini di ogni parte della terra che vengono accolti nella casa di Dio. Davanti a Gesù non esiste più divisione alcuna di razza, di lingua e di cultura: in quel Bambino, tutta l’umanità trova la sua unità.
(Papa Francesco)

Solo il Vangelo di Matteo parla dei Re Magi ma senza descriverli, racconta che i Magi dall’Oriente arrivarono a Gerusalemme durante il regno di Erode alla ricerca del neonato Re dei Giudei. 

Vi sono 4 passi importanti su cui riflettere:
La Ricerca nel Cammino,
la Partecipazione attiva nell’indagine di fede,
la Prostrazione nel gesto dell’Adorazione come Dio.
L’Offerta dei tre doni

I Re Magi sono simboli di cammino e di ricerca di Dio, pertanto l’Epifania nel tempo è stata definita una festa di “movimento” una attraverso la quale possiamo capire come Cristo vada verso il mondo e il mondo verso di Lui.  
La nostra fede viene dalla storia. Non è idea, pensiero, riflessione. E’ rivelazione ed opera di Dio nel nostro tempo.
Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per adorarlo.
La stella è segno di regalità; essi invece vi vedono anche l’altro segno: quella della divinità
Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: Dov’è il re dei Giudei che è nato?
E’ nato un re, anzi è nato il re dei Giudei. Non sanno dove e lo chiedono. Notare la partecipazione dell’uomo nell’indagine di fede. A volte c’è un segno, c’è una verità significata, ma è lasciata all’uomo la partecipazione attiva per indagare la pienezza della verità. Ancora una volta Dio e l’uomo insieme, il segno e la persona insieme. Non tutto è dato. La fede è dono ed è ricerca; è regalo ma anche sforzo ed impegno.
Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua Madre, e prostratisi lo adorarono.
Nel gesto della prostrazione essi lo riconoscono come re. Nel gesto dell’adorazione come Dio.
Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.

L’oro è per la regalità.  L’incenso è per la divinità.  La mirra è per la mortalità, l’amarezza, il dolore, la sofferenza. Nell’offerta di questi tre doni le profezia si ricompongono: Regalità e divinità, umanità e sofferenza, mortalità e immortalità, Dio e Uomo sono in questo BAMBINO CHE E’ NATO.

La mano di Dio vigila sul bambino. L’occhio del Signore veglia sul cammino del Giusto e lo salva. Dove non arriva l’uomo, dove l’uomo non vede, vede Dio ed arriva Lui. La prudenza è dono dell’Onnipotente ed è concessa ai suoi veri adoratori.

Che tipo di stella era quella che i Magi hanno visto e seguito?

Il Santo Padre Benedetto XVI ci spiega il suo significato: 

“E veniamo così alla stella. Che tipo di stella era quella che i Magi hanno visto e seguito? Lungo i secoli questa domanda è stata oggetto di discussione tra gli astronomi. Keplero, ad esempio, riteneva che si trattasse di una “nova” o una “supernova”, cioè di una di quelle stelle che normalmente emanano una luce debole, ma che possono avere improvvisamente una violenta esplosione interna che produce una luce eccezionale. Certo, cose interessanti, ma che non ci guidano a ciò che è essenziale per capire quella stella. Dobbiamo riandare al fatto che quegli uomini cercavano le tracce di Dio; cercavano di leggere la sua “firma” nella creazione; sapevano che “i cieli narrano la gloria di Dio” (Sal 19,2); erano certi, cioè che Dio può essere intravisto nel creato. Ma, da uomini saggi, sapevano pure che non è con un telescopio qualsiasi, ma con gli occhi profondi della ragione alla ricerca del senso ultimo della realtà e con il desiderio di Dio mosso dalla fede, che è possibile incontrarlo, anzi si rende possibile che Dio si avvicini a noi. L’universo non è il risultato del caso, come alcuni vogliono farci credere. Contemplandolo, siamo invitati a leggervi qualcosa di profondo: la sapienza del Creatore, l’inesauribile fantasia di Dio, il suo infinito amore per noi. Non dovremmo lasciarci limitare la mente da teorie che arrivano sempre solo fino a un certo punto e che – se guardiamo bene – non sono affatto in concorrenza con la fede, ma non riescono a spiegare il senso ultimo della realtà. Nella bellezza del mondo, nel suo mistero, nella sua grandezza e nella sua razionalità non possiamo non leggere la razionalità eterna, e non possiamo fare a meno di farci guidare da essa fino all’unico Dio, creatore del cielo e della terra. Se avremo questo sguardo, vedremo che Colui che ha creato il mondo e Colui che è nato in una grotta a Betlemme e continua ad abitare in mezzo a noi nell’Eucaristia, sono lo stesso Dio vivente, che ci interpella, ci ama, vuole condurci alla vita eterna”. (estratto da: Omelia del Santo Padre Benedetto XVI Basilica Vaticana Giovedì, 6 gennaio 2011) © Copyright 2011 - Libreria Editrice Vaticana.


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