La nostra scelta più importante è il modo in cui decidiamo di vivere la nostra vita. La felicità è amore, nient’altro.

Katia Botta

Visualizzazione post con etichetta Dipendenza Affettiva. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Dipendenza Affettiva. Mostra tutti i post

martedì 15 settembre 2020

Ritrovare se stessi è solo una questione di tempo


Ci ammaliamo quando perdiamo di vista noi stessi, quando non viviamo la nostra vita ma la vita dell’altro. Quando viviamo la nostra vita solo in relazione alla vita di chi ci sta accanto, quando diventiamo come astri che orbitano intorno al sole. 

Ma ogni pianeta ha un proprio “tempo di rivoluzione”, cioè quel tempo che impiega per compiere un'intera orbita intorno al Sole, per poi ritornare nella stessa posizione del cielo rispetto al Sole. Come noi, ogni pianeta nel sistema solare ha una propria qualità e un proprio compito. Analogalmente ai pianeti del sistema solare ognuno di noi ha un proprio tempo di rivoluzione. 

Ritrovare se stessi è solo una questione di tempo. La rivoluzione è quella interiore. 

Per questo motivo è importante ritagliarsi nell’arco della giornata un’ora da dedicare a noi che potremmo definire “sacra” al fine di centrarci, liberare la mente, ascoltare le esigenze del corpo, definire le priorità e dare il giusto senso alle cose e alle richieste delle persone senza lasciarci sopraffare da esse. 

Solo in questo modo possiamo prenderci cura di chi ci sta intorno senza mettere da parte noi stessi, le nostre esigenze, i nostri interessi, e perché no i nostri sogni. 

Se stiamo bene siamo in grado di aiutare di più e donarci all’altro anche con più pazienza, allora ritorneremo anche noi a brillare come il sole!

Buona Vita!

Katia

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa lettura.

Se ti è piaciuto questo articolo puoi condividerlo, ti chiedo solo di non modificarlo in nessuna parte, indicando il link attivo del Blog e le relative fonti esterne citate dallo stesso. GRAZIE! Buona Vita, Pace a te!  Katia Botta

 

Immagine dal web

 

 

mercoledì 30 ottobre 2019

Perché il percorso Fiori di Bach e Coaching funziona?

Tutto ciò che crea insoddisfazione, vuoto, mancanza, porta alla perdita graduale del controllo della nostra vita mettendo in evidenza un problema

Se vuoi cambiare alcune cose nella tua vita e hai sempre rimandato perché…”non era il momento”, questo potrebbe essere proprio il momento giusto per iniziare con me un percorso di Fiori di Bach e Coaching.

Perché il percorso Fiori di Bach e Coaching funziona?
Perché c’è ascolto senza giudizio e si sviluppa attraverso un rapporto empatico positivo. Perché è uno stimolo di cambiamento altamente efficace che aiuta a far quadrare il bilancio della propria vita, aiuta a consapevolizzare i propri talenti, a mettere in risalto le doti, a riconoscere se stessi tal quale come siamo senza condizionamenti e quindi a migliorare i rapporti con gli altri per evitare qualsiasi relazione basata sull’attaccamento, sul controllo o sulla dipendenza o co-dipendenza affettiva, che impediscono di credere in se stessi e nelle relazioni con gli altri, fino ad arrivare a volte ad annullare se stessi.

Fare un percorso di Fiori di Bach e Coaching ti aiuterà a trovare nuovi significati, per ritrovare forza, coraggio e motivazione alla tua vita.

Dobbiamo vivere la vita secondo la legge dell’amore, perché l’amore è gioia e non serve a nulla se viene inteso come sofferenza!

Chi dice di amarti ma ti fa star male, fino a farti dubitare delle tue certezze, è semplicemente un manipolatore affettivo che crea un forte rapporto di dipendenza affettiva.

Ricorda: Quando muore dentro di te ogni tipo di dipendenza, di  attaccamento, nasce la libertà.

La libertà è il cibo dell'amore mentre l'attaccamento e la dipendenza sono il cibo della paura, distruttore dell'amore e della libertà. Paradossale, vero?

I Fiori di Bach armonizzano i sentimenti negativi che hanno causato il problema

È un metodo di cura che non ha alcuna controindicazione né effetti collaterali, e che può essere associato ad altre terapie

I disagi provengono sempre da:
Relazioni /Matrimonio
Famiglia
Lavoro

Relazioni malate con… generano Sentimenti malati di…

Ogni malessere viene generato dalle relazioni di conflitto con il partner, il marito, i figli, l’amica, il collega, la suocera, che generano a loro volta sentimenti di rabbia, gelosia, orgoglio, invidia, frustrazione, bassa autostima…

Ogni disagio, così come ogni malattia in termini energetici, viene da dentro. Perché il dolore del corpo è solo l’espressione del dolore dell’Anima.

Secondo la visione del Dr. Edward Bach la malattia “è la naturale conseguenza di disarmonia fra il nostro corpo e la nostra anima”

L’approccio terapeutico è incentrato sulla persona e non sulla malattia

Individuare i fiori significa cercare di vedere con gli occhi di chi soffre

Secondo gli insegnamenti del Dr. Edward Bach, il ragionamento da fare è quello analogico, cioè la cura del sintomo va ragionata secondo la cura del sentimento che sta alla base del sintomo, nonché la circostanza in cui si verifica, per poter somministrare i fiori che curano i sentimenti negativi che hanno causato il problema.

È la consapevolezza che guarisce

Qualsiasi avvenimento della nostra vita deve essere integrato con l'accettazione e la consapevolezza


Alcuni Esempi più comuni:

TOSSE IRRITANTE, si cura l’irritabilità della persona per far andar via la tosse. Se è una tosse da irritazione, così come per le intolleranze da cibi o allergie, si cura l’intolleranza della persona (fiore: Beech, il fiore dell’intolleranza)
CERVICALE: chi soffre ripetutamente di questo particolare dolore tende ad essere dominato da un'attività riflessiva esagerata e da una grande ostinazione. Segnali, questi, che rivelano una scarsa cedevolezza nei confronti delle proprie emozioni, del desiderio di lasciarsi andare, di abbandonarsi. (possibili fiori: Cerato (cervicalgia associata a cefalea per l'ansia e la tensione)   
Oak (miorilassante,efficace nelle contratture del m. trapezio sup dex.),  
Gorse (rivitalizzante, efficace nelle contratture del m. trapezio sup. sin) 
MAL DI SCHIENA: (fiori: Oak, se per eccessivo senso del dovere,  Elm se per il sovraccarico di responsabilità)
SONNOLENZA E STANCHEZZA:  Il fiore Hornbeam rappresenta la persona annoiata, stufa e stanca da quando si sveglia al mattino, che si  trascina addormentata tutto il giorno. (fiori: Clematis per mantenere il contatto con la realtà, per l’assenza, lo scollegamento, il disinteresse, Hornbeam per la mollezza, la stanchezza mentale, la routine, la noia. Hornbeam è considerato il caffè dei fiori)
STOMACO: i problemi allo stomaco riflettono dispiaceri di potere, ci si sente privati del proprio potere. Svalutazione da colpa, da critica.
GASTRITE: è collegata alla rabbia perché non ci sentiamo rispettati o apprezzati per quanto valiamo. Il nervosismo e i disagi emotivi sono spesso i responsabili. Il famoso "bruciore allo stomaco" parla della presenza di un fuoco che brucia all'interno, ma che non si esprime mai sotto forma di rabbia e ribellione. E’ una rabbia inespressa.
RABBIA: (fiori: Holly per le esplosioni di rabbia - Willow dirige la rabbia verso se stesso, si lamenta, si compiange, si sente vittima.)
ATTACCHI DI PANICO: Può sopraggiungere a chi si sente intrappolato in un legame o in una situazione che non riesce più a gestire, soprattutto non riesce più a “controllare”, vivendo dentro di sé una lotta conflittuale fra dipendenza ed indipendenza, spesso accompagnati da angoscia di separazione. Tutto ciò crea una pressione interna che sfocia nell’attacco di panico come risultato alla resistenza al cambiamento, al crescere; ma la nostra parte più profonda, quella spontanea, spesso inascoltata, emerge…

Il panico, come l’ansia nascono da un esagerato controllo di noi stessi e di chi ci circonda, è quella piccola ma importante parte di noi che facciamo tacere, che ingabbiamo, che non esprimiamo, ma che alla fine ingabbia noi stessi.

Paradossale dirlo ma gli Attacchi di panico vengono in nostro aiuto,  non sono da demonizzare, è il modo in cui il nostro cervello proprio come un “bodyguard” ci aiuta a comprendere le situazioni di pericolo. Bisogna arrivare a capire che nonostante percepiamo con tutti i sensi i sentimenti di pericolo, nella realtà non vi è una vera minaccia. Lo spiega bene lo psicologo Thomas A. Richards del Social Anxiety Institute: “Il disturbo di panico è in realtà una reazione naturale del corpo che avviene fuori dal contesto”, “Durante un attacco di panico, il corpo sperimenta gli stessi processi fisici che avrebbe se tu fossi davvero in pericolo. La differenza è che anche se ci si sente in pericolo, in realtà non lo si è”.  (possibili fiori: Rock Rose, Cherry Plum, Star of Bethlehem, Walnut, Gorse, Sweet Chestnut, Aspen, Rescue Remedy, Mimulus, Elm, ecc… A seconda delle emozioni che si vivono)

Gli eventi di vita scatenanti riferiti più comunemente provengono sempre dalle solite 3  situazioni:

Relazioni /Matrimonio
Famiglia
Lavoro


-matrimonio/convivenza/separazione
-lavoro/ problemi finanziari e lavorativi/ mobbing lavorativo/ stress da lavoro-Burnout/Dipendenza dal Lavoro
-famiglia/eccessivo senso del dovere, grande preoccupazione verso i nostri cari/ dal desiderio non soddisfatto di essere amato, compreso, ascoltato/la perdita o la malattia di una persona cara/dalla dipendenza economica/ l’essere vittima di una qualche forma di violenza, compreso il mobbing coniugale, ecc… 


Ogni problema contiene in se stesso la soluzione

Ma, come diceva Einstein: "Non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo"

A volte basta cambiare la prospettiva per acquisire un punto di vista diverso, e, di conseguenza, anche i risultati saranno diversi rispetto a quelli che hai ottenuto fino a quel momento.

Nella risoluzione dei problemi bisogna fare affidamento su 7 passi essenziali:

1)  Volontà di cambiare: vuol dire FIDARSI del proprio valore
2) Consapevolezza del problema: prendere coscienza del problema e definire l’obiettivo per il cambiamento
3) Valutazione del problema: a cui attribuire un valore emotivo e un valore attributivo (cioè un valore pratico, tenendo in conto i propri bisogni). Attribuire un giusto valore crea equilibrio
4) Priorità: Chiarire e definire le priorità per snellire il problema. Riduce l’ansia
5) Progettualità: Aiuta a ideare e programmare con creatività. E’ la visione del futuro, è motivazione, è la passione
6) Azione: la messa in pratica consolida i punti precedenti
7) Speranza: La speranza è il motore della motivazione, perché la speranza non si arrende mai ed è una grande forza specie se è sorretta dalla fede
La speranza vive dove vive la fede, nel sapere che non siamo mai soli.
Buona Vita nell’Amore! Todo por Amor!

Katia Botta

Contattami per un appuntamento, il primo incontro conoscitivo è GRATUITO 

Compila il Modulo di Contatto che trovi al lato blog:

oppure invia una email a: angelibuenavida@gmail.com
 

  per richiedere un appuntamento 

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa lettura.
Se ti è piaciuto questo articolo puoi condividerlo, ti chiedo solo di non modificarlo in nessuna parte, indicando il link attivo del Blog e le relative fonti esterne citate dallo stesso. GRAZIE! Buona Vita, Pace a te!  Katia Botta

Bibliografia:
Edward Bach, Guarire con i fiori, IPSA ed.
Edward Bach, Essere se stessi, Macro Edizioni
Edward Bach, Libera te stesso, Macro Edizioni
Mechtild Scheffer, Terapia con i Fiori di Bach, IPSA ed.
Terapia verbale- G.Mereu
Howard-Ramsell, Guarire con i Fiori di Bach, Tecniche Nuove

Immagine dal web


sabato 29 settembre 2018

Conoscere l’amore non è una operazione della mente, è un incontro



Scegliamo di essere chi siamo ogni volta che crediamo in quello che sentiamo, sia nell'amore che nella mancanza d'amore. Viviamo la vita attraverso uno specchio in cui noi ci osserviamo, ci giudichiamo e di conseguenza ci amiamo o ci neghiamo all'amore. A volte abbiamo addirittura paura di amare per la paura di essere felici, senza considerare che l’amore è la forza trainante della nostra vita.
L’essere umano è sempre alla ricerca dell’amore, dell’accettazione, della comprensione, del riconoscimento di quell’amore da cui si è allontanato, e lo ricerca nella vita, nei rapporti, nelle esperienze d’amore. Ma solo dopo aver conosciuto ed essere riempiti dell’amore di Dio possiamo fare, vedere e comprendere cose che altrimenti non potremmo fare, vedere o comprendere. Solo dopo aver conosciuto la sensazione di completezza dell’amore di Gesù possiamo davvero comprendere l’amore terreno, e quindi amare, amarci e sentirci amati davvero. Solo vivendo questo amore possiamo sperimentare l’agàpe, ovvero l’amore che noi riceviamo da Dio, l'amore col quale Dio ama noi, un amore costante, fedele, gratuito, smisurato, puro e infinito, l'amore come dono che non presuppone e non cerca la gratificazione, l'amore che si prova andando oltre se stessi, è quell’amore di cui parla S. Paolo  nel cap. 13 della prima lettera ai Corinzi: “Pur possedendo tutti i doni e le doti, se non ho l’amore sono un nulla”.
Nella completezza dell’amore di Gesù noi colmiamo il vuoto d’amore che è dentro di noi e solo allora saremo in grado di poter riconoscere, dare e ricevere un amore vero, un amore senza bisogni, senza attaccamento. Se non si comprende bene interiormente questo tipo di amore avremo una interpretazione dell’amore stereotipata, deluso nelle aspettative di un amore che abbiamo formato solo nella nostra mente. Se non si comprende bene interiormente questo tipo di amore rimane una interpretazione dell’amore effimera, un amore formato solo nella mente, un amore a cui la persona vorrebbe tendere…ma non ce la fa, si circonda dell’amore ma non è nell’amore.
Conoscere l’amore non è una operazione della mente, è un incontro, che si relazione in noi e con noi ogni giorno.
La nostra scelta più importante è il modo in cui decidiamo di vivere la nostra vita. La felicità è amore, nient’altro.


Il nostro ideale è l’amore perché siamo divisi.
C.G. Jung, - Visioni I, p.190

Secondo Carl Gustav Jung noi siamo interiormente divisi, ed è per questo che siamo alla continua ricerca di Amore...


"L’Amore è il movimento psichico che unisce due persone creando una terza forza: la relazione. Attraverso l’Amore possiamo conoscere noi stessi, l’altro e il mondo.Per costruire una relazione bisogna essere umili lavoratori al servizio della relazione stessa, solo in questo modo è possibile costruire un amore  duraturo condividendo sé stessi con l’altro”.


Buon fine settimana a tutti nella gioia del vero Amore!

Katia Botta



Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa lettura.

Se ti è piaciuto questo articolo puoi condividerlo, ti chiedo solo di non modificarlo in nessuna parte, indicando il link attivo del Blog e le relative fonti esterne citate dallo stesso. GRAZIE!
Se questo argomento è stato di tuo interesse e vuoi approfondirlo o trovare una soluzione personalizzata per te: Contattami .Ecco i percorsi che puoi fare insieme a me: Floriterapia e Coaching Cognitivo, Naturopatia


Immagine dal web google immagini

venerdì 12 maggio 2017

Perché l'amore sia vero amore, deve contenere la gioia, la compassione, e l'equanimità

 
I quattro elementi della Vera Mente dell'Amore

1. GENTILEZZA AMOREVOLE
Il vero amore contiene l’elemento della gentilezza amorevole, che è la capacità di offrire felicità. Bisogna praticare la visione profonda verso chi si ama al fine di capirla. Se non capisci, non puoi amare. Per amare una persona veramente bisogna perciò esserci, imparare a guardarla, a parlarle. Rendere un’altra persona felice è un’arte che si impara.
Il primo aspetto della Vera Mente dell'Amore è l'intenzione e la capacità di offrire gioia e felicità.
Per sviluppare questa capacità, dobbiamo praticare l'osservazione attenta e l'ascolto profondo, in modo da sapere cosa fare e cosa non fare per rendere felici gli altri.
Se offrite alla persona amata qualcosa di cui non ha bisogno, non è la Vera Mente dell'Amore. Dovete capire la sua reale situazione o ciò che le offrirete potrebbe portarle infelicità.
Senza questa comprensione profonda, il vostro amore non è vero amore. Dovete guardare in profondità per comprendere le necessità, le aspirazioni e la sofferenza della persona amata.
Noi tutti abbiamo bisogno di amore. L'amore ci porta gioia e benessere. È qualcosa di naturale, come l'aria. Noi tutti abbiamo i semi dell'amore, dentro di noi. Possiamo sviluppare questa meravigliosa fonte di energia, nutrendo un amore senza riserve, un amore che non pretende nulla in cambio.

2. COMPASSIONE
Il secondo elemento che compone il vero amore è la compassione, la capacità di togliere il dolore, di trasformarlo nella persona che amiamo. Anche in questo caso bisogna praticare il guardare in profondità per riuscire a vedere che tipo di sofferenza ha in sè quella persona. Spesso avviene che l’altra persona, compresa e sostenuta, sarà in grado di affrontare più facilmente le difficoltà della sua vita, perchè sentirà che siete dalla sua parte. La compassione ha un amico vicino: la commiserazione.
Il secondo aspetto del vero amore quindi è l'intenzione e la capacità di alleviare e trasformare la sofferenza e il dolore attraverso la Compassione. "Compassione" è un termine composto da "com" (da cum: insieme a) e "passione" (da patior: soffrire). Ma per alleviare la sofferenza di un'altra persona, non abbiamo bisogno di soffrire anche noi. Un medico, per esempio, può curare la sofferenza dei suoi pazienti senza per questo dover sperimentare la malattia egli stesso.
Se in noi v'è troppa sofferenza, potremmo esserne schiacciati ed essere così incapaci di donare aiuto.
Per sviluppare la compassione in noi stessi, dobbiamo praticare il respiro consapevole, l'ascolto profondo e l'osservazione profonda. La compassione implica una profonda partecipazione. Tu sai che l'altra persona sta soffrendo, per cui ti siedi accanto a lei. L'ascolti e la osservi profondamente fino a poterne toccare il dolore. Sei in profonda comunicazione, profonda comunione con lei e già questo le porta un po' di sollievo.
Una parola, un atto o un pensiero compassionevole può diminuire la sofferenza di un'altra persona e portarle gioia.
Con la compassione nel vostro cuore, ogni pensiero, parola o azione può dar vita ad un miracolo.
La compassione ha un amico vicino: la commiserazione

3. GIOIA Simpatetica o Altruistica
Il terzo elemento del vero amore è la gioia.
Il vero amore porta sempre con sé la gioia per noi e per la persona amata. Se il nostro amore non porta gioia ad entrambi, non è vero amore.
La "gioia simpatetica" o "gioia altruistica", è il tipo di gioia che proviamo quando vediamo la felicità altrui. Ma questa interpretazione è troppo limitata, porta con sé una discriminazione fra noi e gli altri. Una definizione più profonda è una gioia piena di pace e appagamento. Noi gioiamo quando vediamo gli altri felici, ma gioiamo anche per il nostro proprio benessere. Come possiamo provare felicità per un'altra persona se non siamo felici noi stessi? La gioia è per tutti.

4. L’EQUANIMITA’
Il quarto elemento del vero amore è l’equanimità, non attaccamento, non discriminazione, imparzialità o lasciar andare.
Se il vostro amore ha in sé attaccamento, discriminazione, pregiudizio o avidità, allora non è vero amore.
La vera equanimità non è né fredda né indifferente. Se avete più di un figlio, sono tutti vostri figli, vuol dire che amate in un modo tale per cui tutti i vostri figli ricevono il vostro amore, senza discriminazioni.
L’equanimità ha la caratteristica detta "la saggezza dell'uguaglianza", la capacità di vedere tutti con imparzialità, senza discriminazioni fra noi e gli altri. Dobbiamo porci nella "pelle dell'altro" e divenire uno con lui se vogliamo veramente capirlo e amarlo. Quando ciò accade, non c'è più un "io" e un "altro".

Perché l'amore sia vero amore, deve contenere la compassione, la gioia e l'equanimità. Perché la compassione sia vera compassione, deve avere in sé l'amore, la gioia e l'equanimità. La vera gioia deve contenere amore, compassione ed equanimità. E la vera equanimità deve avere in sé l'amore, la compassione e la gioia. Questa è la natura dell'Interessere (interdipendenza) delle Quattro Menti Incommensurabili.
Se vogliamo portare questi quattro aspetti dell'amore nella nostra vita e nella vita di coloro che amiamo, dobbiamo guardare in profondità questo insegnamento e praticarlo innanzitutto noi stessi.
L’equanimità ha un amico lontanto: la passione o discriminazione e un amico vicino: l’indifferenza.


 (Dai Discorsi di Thich Nhat Hanh- Teachings on Love (Parallax Press)







Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa lettura.
Buona Vita, Pace a voi! Katia Botta

Se ti è piaciuto questo articolo puoi condividerlo, ti chiedo solo di non modificarlo in nessuna parte, indicando il link attivo del Blog e le relative fonti esterne citate dallo stesso. GRAZIE!


Immagine dal web