La nostra scelta più importante è il modo in cui decidiamo di vivere la nostra vita. La felicità è amore, nient’altro.

Katia Botta

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mercoledì 16 settembre 2020

I nostri stati emotivi sono una nostra responsabilità, non quella degli altri

Le tue relazioni sono lo specchio per conoscerti

Ogni relazione porta in sé un dono, anche da un conflitto può nascere una nuova opportunità di crescita. Apriti alle possibilità e al potenziale racchiuso nelle relazioni di vita. Non giudicare, non giudicarti ma rimani aperto all'ascolto e al confronto.

Ascoltare non è solo ascoltare le parole di qualcun altro, è un'esperienza di connessione che crea relazione.

Per poter risolvere i conflitti ciò che è fondamentale è riconoscere ed esprimere le proprie emozioni

Il nostro modo di percepire il mondo è intimamente legato al nostro modo di percepirci: Ascoltare vuol dire smettere di interpretare ciò che sentiamo, ed esprimere le nostre emozioni, le nostre esigenze, perché no anche la nostra fragilità, ma in modo assertivo e pacato.

I nostri stati emotivi sono una nostra responsabilità, non quella degli altri.

Non si tratta di avere ragione o torto, altrimenti sarebbe come dire “Non ti chiedo di capirmi, ma che accetti e rispetti solo il mio punto di vista”.

Essere rispettati fa parte del nostro processo di rispetto di noi stessi.


"Oggi so cosa significa essere un ricercatore spirituale: è qualcosa che ha a che fare con l'indagine, con il rimanere attenti a ciò che ti circonda, con una mente che finalmente sa che ciò che ti circonda è qualcosa che viene da te, per te e attraverso di te, manifestandosi in quello che chiami altro ”.

EnricCorbera, en su libro Yo soy tú: La mente no dual.

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GRAZIE! Buona Vita, Pace a te!  Katia Botta

 

Immagine dal web

Per approfondimenti: Bioneuroemoción https://www.enriccorberainstitute.com/blog/no-sabemos-escuchar

 

 

 


sabato 29 settembre 2018

Conoscere l’amore non è una operazione della mente, è un incontro



Scegliamo di essere chi siamo ogni volta che crediamo in quello che sentiamo, sia nell'amore che nella mancanza d'amore. Viviamo la vita attraverso uno specchio in cui noi ci osserviamo, ci giudichiamo e di conseguenza ci amiamo o ci neghiamo all'amore. A volte abbiamo addirittura paura di amare per la paura di essere felici, senza considerare che l’amore è la forza trainante della nostra vita.
L’essere umano è sempre alla ricerca dell’amore, dell’accettazione, della comprensione, del riconoscimento di quell’amore da cui si è allontanato, e lo ricerca nella vita, nei rapporti, nelle esperienze d’amore. Ma solo dopo aver conosciuto ed essere riempiti dell’amore di Dio possiamo fare, vedere e comprendere cose che altrimenti non potremmo fare, vedere o comprendere. Solo dopo aver conosciuto la sensazione di completezza dell’amore di Gesù possiamo davvero comprendere l’amore terreno, e quindi amare, amarci e sentirci amati davvero. Solo vivendo questo amore possiamo sperimentare l’agàpe, ovvero l’amore che noi riceviamo da Dio, l'amore col quale Dio ama noi, un amore costante, fedele, gratuito, smisurato, puro e infinito, l'amore come dono che non presuppone e non cerca la gratificazione, l'amore che si prova andando oltre se stessi, è quell’amore di cui parla S. Paolo  nel cap. 13 della prima lettera ai Corinzi: “Pur possedendo tutti i doni e le doti, se non ho l’amore sono un nulla”.
Nella completezza dell’amore di Gesù noi colmiamo il vuoto d’amore che è dentro di noi e solo allora saremo in grado di poter riconoscere, dare e ricevere un amore vero, un amore senza bisogni, senza attaccamento. Se non si comprende bene interiormente questo tipo di amore avremo una interpretazione dell’amore stereotipata, deluso nelle aspettative di un amore che abbiamo formato solo nella nostra mente. Se non si comprende bene interiormente questo tipo di amore rimane una interpretazione dell’amore effimera, un amore formato solo nella mente, un amore a cui la persona vorrebbe tendere…ma non ce la fa, si circonda dell’amore ma non è nell’amore.
Conoscere l’amore non è una operazione della mente, è un incontro, che si relazione in noi e con noi ogni giorno.
La nostra scelta più importante è il modo in cui decidiamo di vivere la nostra vita. La felicità è amore, nient’altro.


Il nostro ideale è l’amore perché siamo divisi.
C.G. Jung, - Visioni I, p.190

Secondo Carl Gustav Jung noi siamo interiormente divisi, ed è per questo che siamo alla continua ricerca di Amore...


"L’Amore è il movimento psichico che unisce due persone creando una terza forza: la relazione. Attraverso l’Amore possiamo conoscere noi stessi, l’altro e il mondo.Per costruire una relazione bisogna essere umili lavoratori al servizio della relazione stessa, solo in questo modo è possibile costruire un amore  duraturo condividendo sé stessi con l’altro”.


Buon fine settimana a tutti nella gioia del vero Amore!

Katia Botta



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Immagine dal web google immagini

martedì 31 luglio 2018

L'amore non è un vestito già confezionato




L'amore non è già fatto, si fa. 

L'amore non è un vestito già confezionato,
ma stoffa da tagliare, preparare e cucire.
Non è un appartamento chiavi in mano,
ma una casa da concepire, costruire, conservare e, spesso, riparare.
Non è una vetta conquistata,
ma scalate appassionanti e cadute dolorose.
Non è un solido ancoraggio nel porto della felicità,
ma è un levar l'ancora, è un viaggio in pieno mare.
Non è un sì trionfale che si segna fra i sorrisi e gli applausi,
ma è una moltitudine di "sì" che punteggiano la vita,
tra una moltitudine di "no" che si cancellano strada facendo.
Non è l'apparizione improvvisa di una nuova vita,
perfetta fin dalla nascita,
ma sgorgare di sorgente e lungo tragitto di fiume
dai molteplici meandri, qualche volte in secca,
altre volte traboccante,
ma sempre in cammino verso il mare infinito.

(Padre Michel Quoist)



L’Amore è Comprensione, Condivisione, Pazienza, Ascolto, Tolleranza, Silenzio, Perdono, ma è anche Gioia e la Dolcezza di sentirsi Amati. 

Vivere un rapporto d’amore vuol dire sentirsi liberi pur condividendo la vita con un’altra persona.



Buona Vita nella gioia dell’amore!
Katia Botta


Immagine: John William Godward 1917

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