La nostra scelta più importante è il modo in cui decidiamo di vivere la nostra vita. La felicità è amore, nient’altro.

Katia Botta

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venerdì 16 aprile 2021

Senza ascolto non c'è comunicazione: quando dialoghi applica l'Ascolto Attivo


-Mentre parli con qualcuno predisponiti all'apertura e all'ascolto

- Non distrarti con lo sguardo altrove o con il cellulare, ma dedicagli il tuo tempo

-Comunica la tua attenzione anche attraverso la comunicazione non verbale, osservando il tono della voce,  l'espressione del volto e lo sguardo del tuo interlocutore.

-Non parlare di te, lascia che l'altro parli di sé

- Non minimizzare con superficialità il discorso, mostra interesse e comprensione

-Non interrompere, Non sovrastare il dialogo

-Se hai opinioni discordanti Non alzare la voce per fare prevalere il tuo ego, ma sii aperto ad accettare un punto di vista diverso

-Fai sentire la tua presenza evitando giudizi non richiesti

-Sii paziente, forse chi hai di fronte in questo momento ha solo bisogno di essere ascoltato

-Sii presente nel silenzio dell'ascolto.

 

Quando sei presente nel silenzio dell'ascolto, stai vivendo un rapporto di comunicazione basato sulla comprensione e compassione.

 

Comunicare vuol dire comprendere, accettare e ascoltare l'altro con attenzione e senza giudizio. È la più profonda espressione di empatia in quanto ti avvicina all'altro senza pregiudizio, inoltra dona ad entrambi la possibilità creare una comunicazione efficace basata sull'autenticità dell'espressione.

 

Comunicare in modo empatico  e non violento permette di evitare le incomprensioni.

In un dialogo semplice, onesto e pacato abbiamo la possibilità di scoprire nuove parti di noi stessi e degli altri, creare rapporti positivi e di cordiale comunicazione.

 

Quando inizi a dialogare con qualcuno,  ricorda le parole di Ruth Bebermeyer:

"Le parole sono finestre, oppure muri, ci imprigionano o ci danno la libertà. Quando parlo e quando ascolto, possa la luce dell’amore splendere attraverso me".

Buona Vita! 🌸 Katia

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Immagine scorcio Torri del Benaco Lago di Garda

 


 

sabato 25 luglio 2020

La scelta del perdono porta alla gioia


A volte alcuni atteggiamenti provocatori sono utili perché ci fanno comprendere che abbiamo superato la prova della rabbia. Questo è il perdono.

Rancore, risentimento e ogni rifiuto di perdono sono la causa profonda di molti malesseri e un limite alla crescita interiore perché si rimane ancorati al passato. La scelta del perdono porta alla gioia.

Buona Vita!  
Katia

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venerdì 24 luglio 2020

L’accettazione è un rapporto di inclusione. La contraddizione è un rapporto di esclusione

ERICA  il fiore dell'Accettazione della vita, empatia, migliora le relazioni

Troverai molte contraddizioni nel tuo cammino, tu accettale con saggezza, nel comportamento e nei giudizi, capirai dopo del perché c'erano. La saggezza del tempo crea chiarezza.


Accetta le contraddizioni capirai dopo del perché c'erano

La contraddizione è un rapporto di esclusione, è divisione, in quanto “un rapporto di opposizione tra due affermazioni, due giudizi, due fatti, per cui uno esclude l’altro o è comunque con l’altro in contrasto”.

Per il filosofo Immanuel Kant la contraddizione è il limite del pensiero pertanto segna i limiti della conoscenza. Qualsiasi conoscenza, nel momento in cui è compresa dall’intelletto, deve essere espressa in maniera non contraddittoria. Quando ci si imbatte in una contraddizione si ha un annullamento della conoscenza, oppure - è il caso dell’antimonia - (o opposizione dialettica) – uno sprofondare della ragione nel vano tentativo di conoscere ciò che invece le è negato in virtù della sua stessa struttura: la cosa in sé.

La contraddizione è l’atto di prendere posizione rispetto a qualcosa, ciò porta di conseguenza a formulare un giudizio, a criticare nonché a rigidità di pensiero e a resistenze che ostacolano la crescita personale.

Ed è qui, in queste situazioni che dobbiamo integrare l’accettazione dell’altro attraverso la comprensione empatica ovvero “l’intelligenza emotiva” (concetto definito da Daniel Goleman) comprendendo per esempio che durante un rapporto verbale di contraddizione con una persona il suo giudizio e la sua critica possono nascere per il semplice fatto di affermare se stesso, spesso per mancanza di autostima o per paura di non essere accettato.


La comprensione empatica ha un ruolo centrale nelle relazioni in quanto ci aiuta a comprendere cosa prova l’altra persona in una determinata situazione, ma allo stesso tempo anche come noi percepiamo e reagiamo alle nostre emozioni durante un processo di contraddizione, consentendo di modulare il nostro comportamento in modo più adeguato e armonico, senza creare conflitti, perché la comprensione non parte dalla ragione ma ha a che vedere con il cuore, solo con il cuore possiamo comprendere i sentimenti altrui.

L’accettazione invece è un rapporto di inclusione, con un atteggiamento incline alla comprensione dell’altro e del tutto. 
L’accettazione non è resa, ma un diverso modo di percepire che porta alla comprensione di tutto ciò che ci accade e circonda la nostra vita, siano persone o situazioni. Con l’accettazione cambiano le nostre reazioni, impariamo ad accettare anche le nostre emozioni, ci orientiamo con un atteggiamento diverso verso gli aspetti della vita, a riconsiderare le relazioni. Potremmo dire che attraverso ogni atto di accettazione facciamo un piccolo salto evolutivo che ci porta e ad andar avanti per creare armonia nella nostra vita.

Leggere i sentimenti altrui

Accettazione e comprensione empatica o “l’intelligenza emotiva” secondo Goleman: “La capacità di riconoscere le emozioni provate dalle altre persone ed indicando nell’empatia una delle fondamentali competenze per un buon funzionamento emotivo e sociale. Alla sua base vi è ancora una volta l’autoconsapevolezza, poiché “quanto più aperti siamo verso le nostre emozioni, tanto più abili saremo anche nel leggere i sentimenti altrui” (Daniel Goleman - Intelligenza Emotiva 1995).

Secondo lo psicologo Carl Rogers è importante saper identificare correttamente le emozioni altrui e parteciparvi empaticamente, consapevoli dei fattori che possono influenzare l’altro nella manifestazione dei propri stati affettivi (Rogers, 1970).

“Possa l'umanità costruire ponti di comprensione e di dialogo”

(Papa Francesco)

Possibili Fiori di Bach consigliati:

Heather: Accettazione della vita, empatia, migliora le relazioni
Beech: Da Ipercritico, arrogante, rigidità dei valori  a Empatia, profondità
Chicory: Capacità di amare spontaneamente
Holly: Da Gelosia, collera a  Comprensione e amore, senso di calma
Larch: Da mancanza di autostima, Insicurezza, paura di sbagliare, sfiducia di se stessi a Coraggio  e sicurezza nelle proprie capacità
Mimulus: Coraggio, saggezza interiore e sensibilità
Pine: Autoaccettazione, perdono di se stessi
Rock Water: Accettazione della vita, flessibilità
Vervain: Da Fanatismo, tensione a Calma, attenzione verso i bisogni altrui.  Edward Bach lo prescrisse “Per quelle persone che hanno idee prefissate, perché sono sicure che sono corrette, e che raramente modificano il proprio atteggiamento. Desiderano convertire con fervore coloro che stanno loro vicino alle proprie convinzioni rispetto alla vita.
Vine: Da Ambizione, desiderio di dirigere tutto a Carisma, rispetto e amore
Walnut: Protezione, flessibilità ed accettazione del nuovo
Water Violet: Partecipazione, simpatia
Willow: Dal risentimento, l’amarezza, all’ottimismo

Buona Vita!
Katia Botta
Articoli di Approfondimento su Intelligenza Emotiva



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Bibliografia:
Goleman, D. (1995) Emotional Intelligence, New York, Bantam Books. Trad. it. Intelligenza Emotiva, Milano, Rizzoli (1996).
Rogers, C. R. (1942) Counseling and Psychoterapy, Boston, Houghton Mifflin Company. Trad. It. Psicoterapia di Consultazione, Roma, Astrolabio (1971).
http://www.treccani.it/
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giovedì 7 novembre 2019

Comprendere gli altri senza parole

Quando abbiamo una visione profonda del nostro mondo interiore e di ciò che ci procura felicità, allora comprendiamo gli altri senza parole, intuitivamente, e possiamo sentirci vicini alle altrui esperienze, come se non ci fosse più alcuna barriera a segnare i confini del nostro interesse.

Ci accorgiamo che quando siamo in collera c’è un elemento di dolore nella rabbia, non diverso dalla sofferenza che provano gli altri quando sono irati; quando proviamo amore, c’è una gioia distinta e particolare in quel sentimento; arriviamo a comprendere che si tratta della natura dell’amore stesso e che gli altri esseri, pieni d’amore, sperimentano la stessa gioia.

(Estratto da: L’arte rivoluzionaria della gioia di  Sharon Salzberg – Ediz. Astrolabio Ubaldini, 1995)



Non sarai punito per la tua rabbia,
 sarai punito dalla tua rabbia.
Lasciamo che l'uomo vinca la rabbia con l'amore.

(Buddha)


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sabato 29 settembre 2018

Conoscere l’amore non è una operazione della mente, è un incontro



Scegliamo di essere chi siamo ogni volta che crediamo in quello che sentiamo, sia nell'amore che nella mancanza d'amore. Viviamo la vita attraverso uno specchio in cui noi ci osserviamo, ci giudichiamo e di conseguenza ci amiamo o ci neghiamo all'amore. A volte abbiamo addirittura paura di amare per la paura di essere felici, senza considerare che l’amore è la forza trainante della nostra vita.
L’essere umano è sempre alla ricerca dell’amore, dell’accettazione, della comprensione, del riconoscimento di quell’amore da cui si è allontanato, e lo ricerca nella vita, nei rapporti, nelle esperienze d’amore. Ma solo dopo aver conosciuto ed essere riempiti dell’amore di Dio possiamo fare, vedere e comprendere cose che altrimenti non potremmo fare, vedere o comprendere. Solo dopo aver conosciuto la sensazione di completezza dell’amore di Gesù possiamo davvero comprendere l’amore terreno, e quindi amare, amarci e sentirci amati davvero. Solo vivendo questo amore possiamo sperimentare l’agàpe, ovvero l’amore che noi riceviamo da Dio, l'amore col quale Dio ama noi, un amore costante, fedele, gratuito, smisurato, puro e infinito, l'amore come dono che non presuppone e non cerca la gratificazione, l'amore che si prova andando oltre se stessi, è quell’amore di cui parla S. Paolo  nel cap. 13 della prima lettera ai Corinzi: “Pur possedendo tutti i doni e le doti, se non ho l’amore sono un nulla”.
Nella completezza dell’amore di Gesù noi colmiamo il vuoto d’amore che è dentro di noi e solo allora saremo in grado di poter riconoscere, dare e ricevere un amore vero, un amore senza bisogni, senza attaccamento. Se non si comprende bene interiormente questo tipo di amore avremo una interpretazione dell’amore stereotipata, deluso nelle aspettative di un amore che abbiamo formato solo nella nostra mente. Se non si comprende bene interiormente questo tipo di amore rimane una interpretazione dell’amore effimera, un amore formato solo nella mente, un amore a cui la persona vorrebbe tendere…ma non ce la fa, si circonda dell’amore ma non è nell’amore.
Conoscere l’amore non è una operazione della mente, è un incontro, che si relazione in noi e con noi ogni giorno.
La nostra scelta più importante è il modo in cui decidiamo di vivere la nostra vita. La felicità è amore, nient’altro.


Il nostro ideale è l’amore perché siamo divisi.
C.G. Jung, - Visioni I, p.190

Secondo Carl Gustav Jung noi siamo interiormente divisi, ed è per questo che siamo alla continua ricerca di Amore...


"L’Amore è il movimento psichico che unisce due persone creando una terza forza: la relazione. Attraverso l’Amore possiamo conoscere noi stessi, l’altro e il mondo.Per costruire una relazione bisogna essere umili lavoratori al servizio della relazione stessa, solo in questo modo è possibile costruire un amore  duraturo condividendo sé stessi con l’altro”.


Buon fine settimana a tutti nella gioia del vero Amore!

Katia Botta



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venerdì 21 settembre 2018

Gratitudine significa riconoscere il bene

Oggi è la #GiornataMondialeDellaGratitudine, madre di tutte le virtù.

Gratitudine significa riconoscere il bene, spostare l’attenzione da ciò che manca nella nostra vita a ciò che è già presente e non riconosciamo. Molti tendono a dare per scontato il bene che è già presente nella loro vita ma non è così, la vita è  un dono, un miracolo che si rinnova per noi ogni giorno, e solo questo basta per rendere grazie riconoscendo tutto ciò che si ha e tutto ciò che si riceve.

Inizia subito chiedendoti: Di cosa sono grato oggi?

C’è un aforisma di Cicerone che recita: “La gratitudine è un’arte e come tale va coltivata”

Per provare veri sentimenti di gratitudine e gioia è necessario iniziare a trovare la gioia nelle piccole cose. Un modo per rendere grazie ed apprezzare più pienamente la vita è quello di utilizzare il sentimento della gratitudine per mettere le cose nella giusta prospettiva. Quando qualcosa non va per il verso giusto o non soddisfa le tue aspettative, ricorda che ogni difficoltà porta in sé il germe di un beneficio pari o superiore. Di fronte alle avversità chiediti: “Cosa c'è di buono in questo?", "Che cosa posso imparare da questa esperienza?", "Come posso beneficiare di ciò che è accaduto?"

Agisci come se tutto dipendesse da te, sapendo che tutto dipende da Dio.
(S. Ignazio di Loyola)

Prova Gratitudine, Ringrazia,  perché ogni volta che diciamo “Grazie” accresce la nostra capacità ad amare, quindi sii grato sempre di ciò che hai, grato di essere chi sei e grato di essere dove sei. E’ questa la via che porta alla pace interiore, rafforza le relazioni, migliora la salute e riduce lo stress.


#Grazie e Buona Vita!
Katia Botta

“Solo chi è umile è capace di gratitudine
cioè profonda riconoscenza verso la vita:
ogni giorno riconosce che tutto è dono
che ogni dono che riceve è immeritato
e che senza vantare meriti val la pena amare!”
(Enzo Bianchi –monaco laico, fondatore della Comunità monastica di Bose)


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martedì 31 luglio 2018

L'amore non è un vestito già confezionato




L'amore non è già fatto, si fa. 

L'amore non è un vestito già confezionato,
ma stoffa da tagliare, preparare e cucire.
Non è un appartamento chiavi in mano,
ma una casa da concepire, costruire, conservare e, spesso, riparare.
Non è una vetta conquistata,
ma scalate appassionanti e cadute dolorose.
Non è un solido ancoraggio nel porto della felicità,
ma è un levar l'ancora, è un viaggio in pieno mare.
Non è un sì trionfale che si segna fra i sorrisi e gli applausi,
ma è una moltitudine di "sì" che punteggiano la vita,
tra una moltitudine di "no" che si cancellano strada facendo.
Non è l'apparizione improvvisa di una nuova vita,
perfetta fin dalla nascita,
ma sgorgare di sorgente e lungo tragitto di fiume
dai molteplici meandri, qualche volte in secca,
altre volte traboccante,
ma sempre in cammino verso il mare infinito.

(Padre Michel Quoist)



L’Amore è Comprensione, Condivisione, Pazienza, Ascolto, Tolleranza, Silenzio, Perdono, ma è anche Gioia e la Dolcezza di sentirsi Amati. 

Vivere un rapporto d’amore vuol dire sentirsi liberi pur condividendo la vita con un’altra persona.



Buona Vita nella gioia dell’amore!
Katia Botta


Immagine: John William Godward 1917

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