La nostra scelta più importante è il modo in cui decidiamo di vivere la nostra vita. La felicità è amore, nient’altro.

Katia Botta

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giovedì 3 dicembre 2020

Superare il #2020 fa #Curriculum

 



Superare il #2020 fa #Curriculum


Guardiamo il lato positivo!


Competenze acquisite durante la Pandemia:


#resilienza
#problemsolving
lavoro di squadra (acquisito in casa durante il #lockdown)
#capacitàcomunicative attraverso i social
lavoro in #team attraverso lo #smartworking
attento #selezionatore di contatti social
coltivatore di buone #relazioni
#distanzasociale di soggetti #pessimisti e/o disfattisti
#creatività
scoperta di nuovi #interessi
gestione dell'#economia interna  (#Master)
Incremento di aggiornamenti attraverso #webinar
gestione dello #stress
sviluppo della #fiducia
capacità di #ascoltare e stare in #silenzio
#empatia
#speranza e #ottimismo generato dalla #fede
attenti #osservatori della #natura
ritrovare nella #gratitudine la #semplicità della #vita.

Tutte queste qualità ci rendono  non solo candidati ideali per qualsiasi azienda o nei rapporti di lavoro,
ma persone migliori nelle relazioni.
C'è sempre qualcosa di buono in tutto ciò che accade...

Se volete, aggiungete altre qualità

Buona giornata a tutti 🥰

#Covid19


immagine dal web

lunedì 26 ottobre 2020

Posso adeguarmi, ma non voglio conformarmi



Posso adeguarmi a convivere con il virus del Covid19, alla mascherina, alle restrizioni dei  Dpcm, al sacrificio per la mancanza di un abbraccio, ma non voglio conformarmi alla violenza, al livore, l’aggressività, l’individualismo, l’egoismo, la superficialità, l’orgoglio, la superbia, l’ingordigia e a tutto ciò che non è generato dall'amore, dalle buone  relazioni e convivenza tra le persone e i popoli.

Allinearsi alla violenza porta ognuno di noi a diventare un piccolo "Giuda" che tradisce i valori della libertà, della  giustizia, della verità e dell'amore fraterno. La vera  lotta per la  libertà è cooperazione, solidarietà, unione umano di intenti e valori per il bene di molti, non di pochi. Solo se utilizziamo il dono del libero arbitrio e del discernimento dei nostri pensieri e delle nostre  azioni saremo davvero persone  libere e  vere.

Grandi uomini di  pace ci hanno insegnato che la libertà parte dalle nostre azioni personali, che le vere  rivoluzioni sono di ideali e non dettate dalla forza e dalla violenza. Chi è aggressivo, violento, ha dentro di sé le matrici della  paura e della rabbia. Chi è violento non è forte ha solo paura!

Basta alle azioni violente in piazza, basta con la violenza verbale e l’allarmismo nei programmi TV, basta con gli haters da tastiera, basta alle informazioni pilotate dei media e mainstream la cui missione ormai non è più quella di dare informazione ma di creare audience. L’allarmismo, la guerra d'informazione e la diversità  delle comunicazioni delle notizie non aiutano, anzi destabilizzano, creano confusione, incertezza e rabbia che a loro volta generano violenza dettata dalla paura. Spesso per alcuni non è la paura della morte, ma la paura di essere lasciati soli a se stessi, senza alcun supporto sociale, un senso di solitudine e di impotenza che genera paura più per i propri cari, per i propri figli che per se stessi.

Il  virus è  invisibile, ma l'essere  umano è  tangibile con tutte le sue necessità fisiche, morali ed economiche, con l’esigenza di una dignità che si conforma nel lavoro e con le sue  debolezze.

Le azioni di violenza e il seme della  paura hanno l'intento di sradicare la visione del  futuro e della speranza, valori  insiti nell'uomo che fanno parte non solo dell'istinto di sopravvivenza ma della fede. Non lasciamoci destabilizzare, non perdiamo la speranza, anzi combattiamo ideologicamente e con la nostra fede per ravvivare la speranza di una società migliore, non lasciamoci sopraffare da condizionamenti o dai soprusi sociali ma continuiamo a piantare i nostri  alberi di  speranza, di verità, dignità e coraggio.

Come usava dire Martin Luther King: "Anche se sapessi che domani il mondo andrà a pezzi, pianterei comunque il mio albero di mele".

 

Facciamo nostre le parole di Mahatma Gandhi, uno dei più grandi rivoluzionari pacifisti:

"Se potessimo cancellare l’«Io» e il «Mio» dalla religione, dalla politica, dall’economia ecc., saremmo presto liberi e porteremmo il cielo in terra. Il genere umano può liberarsi della violenza soltanto ricorrendo alla non-violenza. L’odio può essere sconfitto soltanto con l’amore. Rispondendo all’odio con l’odio non si fa altro che accrescere la grandezza e la profondità dell’odio stesso".

 

Katia Botta, Cognitive Coach - Naturopata

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa lettura.

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domenica 12 aprile 2020

Buona Pasqua. Non sentirti solo ma cogli il significato della tua solitudine

Non sentirti solo ma cogli il significato della tua solitudine, può essere la via della tua Resurrezione

Buona Pasqua a tutti, soprattutto a tutti coloro che si dedicano alle persone che sono più in difficoltà e a tutte le persone sole o che vivono sentimenti di solitudine e di tristezza. Possa questa Pasqua essere di conversione e resurrezione per un sostanziale cambiamento interiore e sociale.

Quest’anno sarà una Pasqua un po’ speciale per le esigenze della quarantena, per molti non vissuta in famiglia o con amici.

A tutti coloro che la trascorreranno da soli e che con fatica e coraggio in questo lungo periodo stanno guardando dentro se stessi dove un tumulto di pensieri, emozioni e sentimenti si susseguono e si arrovellano su se stessi, desidero ricordare alcune frasi su cui meditare:

Fabrizio De André: “La solitudine può portare a forme straordinarie di libertà”.

Papa Francesco: “Dalla solitudine ci si rialza non chiudendosi in sé stessi, ma invocando il Signore, perché il Signore ascolta il grido di chi è solo”.

Lo scrittore portoghese Josè Saramago in merito alla solitudine scrisse: "La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice."


Cari Auguri di un Santa Pasqua e non sentirti solo/a ma cogli il significato della solitudine che stai vivendo per raccogliere nuove forze per continuare a sostenere la “Vita”. Allora la tua solitudine assumerà un significato diverso, sarà il luogo dove il vecchio io muore, dove i vecchi paradigmi si sgretolano e non hanno più significato, all’inizio potrai sentirti destabilizzato/a, ma poi dentro di te si aprirà una nuova luce che porterà alla trasformazione del tuo essere, della tua nuova vita, di una nuova libertà interiore e di scelte, e aiutato/a dalla presenza di Dio può essere la via della tua Resurrezione.

Quando non camminiamo nella presenza di Dio soffriamo una profonda solitudine, ma la nostra solitudine sarà cambiata in un tempo di speranza per le cose che Dio ha preparato per noi.

Santa Pasqua, Pace a te.
Katia Botta

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Immagine Lory Portka art

lunedì 6 aprile 2020

Ogni punto di svolta ci porta alla trasformazione

“Credo che nella vita di ciascuno esista un innegabile punto di svolta, una serie di circostanze che all'improvviso cambiano tutto”
( Nicholas Sparks)

In questi ultimi giorni si parla spesso di “Punto di svolta”: punto di svolta nella gestione dell’epidemia Covid19, dei farmaci, dell’economia, per il progetto europeo, dell’area digitale, punto di svolta nel processo di riorganizzazione del lavoro, della ricerca, ecc… Tutto ciò mi ha riportato alla mente il libro “Il punto di svolta” di Fritjof Capra scritto durante la crisi economica e sociale dei primi anni 1980 in cui l’autore sostiene che la crisi dipende dalla nostra ostinazione teorica e come soluzione  indica che: “Solo un superamento del riduzionismo ispirato a una visione olistica, ecologica del mondo potrà aiutarci a sciogliere i nodi problematici del nostro tempo”.


Cos’è una visione olistica?

Avere una  Visione olistica vuol dire  avere la Visione del Tutto, una Visione Globale dell'essere umano in quanto tale e delle sue interrelazioni con la realtà, per arrivare a ciò occorre avere esperienza nel processo cognitivo, cioè nell'approccio aperto a relazioni diverse da quelle consolidate nell'ambiente circostante. Un processo cognitivo per esempio è “l’attenzione” che permette di selezionare alcuni stimoli ambientali tra i molti disponibili ad un dato momento e di ignorarne altri.

Detto ciò ritorniamo al Punto di Svolta…

Il punto di svolta si verifica quando una nuova forza modifica il modo in cui affrontiamo nuovi eventi ed esperienze.

La chiave per sopravvivere nella tempesta di questo enorme cambiamento che stiamo vivendo, dove i vecchi paradigmi di pensiero non saranno più accettabili, è la nostra personale percezione dell’evento che si traduce nella capacità di resilienza che, oltre ad essere nostro alleato per il superamento di questo cambiamento epocale, ci aiuterà anche a fronteggiare cambiamenti esistenziali personali. La resilienza diventa quindi un processo di apprendimento attraverso il quale con un atteggiamento propositivo  abbiamo la possibilità di risollevarci dalle difficoltà prodotte sia da eventi negativi, anche traumatici, che dal cambiamento che ne deriva, riorganizzando positivamente la nostra vita dinanzi alle difficoltà. Con la visione resiliente, in pratica, non è l’evento che definisce l’importanza del fatto in sé, ma come reagiamo al verificarsi dell’evento.

Come comportarsi al verificarsi di un evento negativo?

Di fronte al qualsiasi evento negativo la prima cosa da fare è accettare la realtà della situazione per poi decidere in modo consapevole e centrato come reagire alla circostanza, impegnando la nostra energia sulla risoluzione del problema più che soffermarsi sul problema stesso.

Nessun problema è stato mai risolto piangendosi addosso, rimanendo fermi davanti alla difficoltà o utilizzando atteggiamenti vittimistici, questo è un atteggiamento passivo che determina staticità, rigidità e contrapposizione alla forza contraria: è ciò che si definisce resistenza, il classico tipo “mi spezzo ma non mi piego”, ma chi fa resistenza è solo testardo, manca dell’aspetto cognitivo, non si nutre né di riflessione né di ragionamenti, non instaura un rapporto empatico, ma in modo ostinato rimane fermo sui suoi passi negandosi la possibilità di andare avanti per progredire o cambiare direzione.

Al contrario essere resilienti vuol dire adottare un atteggiamento propositivo e costruttivo di fronte al problema, dando vita a una dinamica flessibile che ci aiuta ad avanzare nonostante le avversità.



Risolvere il conflitto

Puoi anche dedicare qualche minuto o mezza giornata a piangere o a  compiangerti sul problema, ma poi impegna tutte le tue risorse sulla risoluzione del problema, in questo modo toglierai energia al problema stesso dando spazio alle tue risorse, ai tuoi talenti e troverai gli strumenti adatti per superarlo. In questo modo diventerai più flessibile, come un’aquila allargherai la tua veduta modificando la prospettiva, inoltre applicando processi dinamici come le abilità di coping, (le strategie mentali e comportamentali che una persona mette in atto per gestire/fronteggiare situazioni problematiche) e l’intelligenza emotiva, ovvero convivere con le emozioni proprie e degli altri,  saprai gestire meglio le tue emozioni per comprendere quelle degli altri: autocontrollo, empatia e attenzione agli altri sono la base di qualsiasi relazione vincente, risoluzione dei conflitti ed eventi stressanti.

Fu nel 1995 che Daniel Goleman rese popolare il concetto di Intelligenza Emotiva definendola:

“La capacità di motivare se stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione, di modulare i propri stati d'animo evitando che la sofferenza ci impedisca di pensare, di essere empatici e di sperare”.

John C. Maxwell scrittore, speaker motivazionale, uno dei massimi esperti mondiali in tema di leadership è solito affermare che:

“La vita è il 10% ciò che ti accade e per il 90% come tu reagisci alle cose che ti accadono”

Il silenzio come una strategia di resilienza 
Nelle avversità ricordiamoci sempre che per ritrovare noi stessi è necessario silenzio, anche il silenzio si può considerare come una strategia di resilienza.  Ricordando le parole di Don Tonino Bello:

“Dobbiamo riservare lunghi spazi al silenzio. Non rimarranno vuoti, Dio li riempirà della sua presenza”.
Buona Vita!
Katia Botta


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venerdì 13 marzo 2020

Dal Coronavirus Nascerà qualcosa di buono…




Si dice che dopo la tempesta (#coronavirus) nasce sempre l’arcobaleno (qualcosa di buono)… Sono sicura che ciò che stiamo vivendo in questo tempo porterà dei cambiamenti interiori, di rapporti interpersonali, di politica, economia, sanità, ecologia, ecc. Questa epidemia sta smascherando il nostro egoismo e le nostre paure, ci sta insegnando a riflettere sul nostro modo di vivere. Ogni cambiamento destabilizza, fa parte dell’uomo, ci riporta alle paure ancestrali dell’ignoto e della sopravvivenza, pertanto occorre rimanere centrati.

Cosa fare? Ognuno ha la sua via per centrarsi. Personalmente la ritrovo nella preghiera e nella contemplazione centrandomi nel Cuore di Gesù. Centrarsi nel cuore di Gesù non vuol dire ritrovare solo il “proprio” centro, ma “vivere” il centro, nel centro del Suo Cuore. Quando diciamo: “Vieni Divina Volontà a vivere e palpitare nel mio cuore” è un atto di fusione con la Divina Volontà. E’ come dire: Gesù, fonditi in me ed io mi fondo in Te.

Dice Gesù: “Chi sta con me, diventa me, è un altro me stesso”. “Chi vive nella mia Volontà sta nel centro della mia Umanità”.

E lì, in quel luogo, c’è solo pace.

Ogni cambiamento di direzione che avviene nella nostra vita è sempre un bene perché è indicato e protetto dalla Divina Volontà, quindi lasciamoci guidare verso questo nuovo sentiero e senza timore e con fede, avviamoci verso nuove espressioni della nostra vita, ciò che è importante è consentire a noi stessi di ascoltare e abbandonarci a questa Volontà con fiducia. Dio è Misericordia, sa cosa è giusto per noi; i nostri timori e perplessità nascono dal fatto che non riusciamo a comprendere il Suo disegno.

Non scoraggiamoci! Alimentiamo la buona speranza!

Quando alimentiamo la fiducia e la speranza alimentiamo la vita e affamiamo la paura, che è la morte dell’anima.

Papa Francesco ha detto:” Signore, io non capisco, non so perché accade questo, ma io mi affido a te. È una bella preghiera, l’unica possibile. Davanti alle tante valli oscure del nostro tempo l’unica risposta possibile è affidarsi a Dio che, ricorda la Scrittura, “non lascia mai solo il suo popolo”.

Buona Vita nella fiducia e nella speranza!
Katia 

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mercoledì 30 ottobre 2019

Perché il percorso Fiori di Bach e Coaching funziona?

Tutto ciò che crea insoddisfazione, vuoto, mancanza, porta alla perdita graduale del controllo della nostra vita mettendo in evidenza un problema

Se vuoi cambiare alcune cose nella tua vita e hai sempre rimandato perché…”non era il momento”, questo potrebbe essere proprio il momento giusto per iniziare con me un percorso di Fiori di Bach e Coaching.

Perché il percorso Fiori di Bach e Coaching funziona?
Perché c’è ascolto senza giudizio e si sviluppa attraverso un rapporto empatico positivo. Perché è uno stimolo di cambiamento altamente efficace che aiuta a far quadrare il bilancio della propria vita, aiuta a consapevolizzare i propri talenti, a mettere in risalto le doti, a riconoscere se stessi tal quale come siamo senza condizionamenti e quindi a migliorare i rapporti con gli altri per evitare qualsiasi relazione basata sull’attaccamento, sul controllo o sulla dipendenza o co-dipendenza affettiva, che impediscono di credere in se stessi e nelle relazioni con gli altri, fino ad arrivare a volte ad annullare se stessi.

Fare un percorso di Fiori di Bach e Coaching ti aiuterà a trovare nuovi significati, per ritrovare forza, coraggio e motivazione alla tua vita.

Dobbiamo vivere la vita secondo la legge dell’amore, perché l’amore è gioia e non serve a nulla se viene inteso come sofferenza!

Chi dice di amarti ma ti fa star male, fino a farti dubitare delle tue certezze, è semplicemente un manipolatore affettivo che crea un forte rapporto di dipendenza affettiva.

Ricorda: Quando muore dentro di te ogni tipo di dipendenza, di  attaccamento, nasce la libertà.

La libertà è il cibo dell'amore mentre l'attaccamento e la dipendenza sono il cibo della paura, distruttore dell'amore e della libertà. Paradossale, vero?

I Fiori di Bach armonizzano i sentimenti negativi che hanno causato il problema

È un metodo di cura che non ha alcuna controindicazione né effetti collaterali, e che può essere associato ad altre terapie

I disagi provengono sempre da:
Relazioni /Matrimonio
Famiglia
Lavoro

Relazioni malate con… generano Sentimenti malati di…

Ogni malessere viene generato dalle relazioni di conflitto con il partner, il marito, i figli, l’amica, il collega, la suocera, che generano a loro volta sentimenti di rabbia, gelosia, orgoglio, invidia, frustrazione, bassa autostima…

Ogni disagio, così come ogni malattia in termini energetici, viene da dentro. Perché il dolore del corpo è solo l’espressione del dolore dell’Anima.

Secondo la visione del Dr. Edward Bach la malattia “è la naturale conseguenza di disarmonia fra il nostro corpo e la nostra anima”

L’approccio terapeutico è incentrato sulla persona e non sulla malattia

Individuare i fiori significa cercare di vedere con gli occhi di chi soffre

Secondo gli insegnamenti del Dr. Edward Bach, il ragionamento da fare è quello analogico, cioè la cura del sintomo va ragionata secondo la cura del sentimento che sta alla base del sintomo, nonché la circostanza in cui si verifica, per poter somministrare i fiori che curano i sentimenti negativi che hanno causato il problema.

È la consapevolezza che guarisce

Qualsiasi avvenimento della nostra vita deve essere integrato con l'accettazione e la consapevolezza


Alcuni Esempi più comuni:

TOSSE IRRITANTE, si cura l’irritabilità della persona per far andar via la tosse. Se è una tosse da irritazione, così come per le intolleranze da cibi o allergie, si cura l’intolleranza della persona (fiore: Beech, il fiore dell’intolleranza)
CERVICALE: chi soffre ripetutamente di questo particolare dolore tende ad essere dominato da un'attività riflessiva esagerata e da una grande ostinazione. Segnali, questi, che rivelano una scarsa cedevolezza nei confronti delle proprie emozioni, del desiderio di lasciarsi andare, di abbandonarsi. (possibili fiori: Cerato (cervicalgia associata a cefalea per l'ansia e la tensione)   
Oak (miorilassante,efficace nelle contratture del m. trapezio sup dex.),  
Gorse (rivitalizzante, efficace nelle contratture del m. trapezio sup. sin) 
MAL DI SCHIENA: (fiori: Oak, se per eccessivo senso del dovere,  Elm se per il sovraccarico di responsabilità)
SONNOLENZA E STANCHEZZA:  Il fiore Hornbeam rappresenta la persona annoiata, stufa e stanca da quando si sveglia al mattino, che si  trascina addormentata tutto il giorno. (fiori: Clematis per mantenere il contatto con la realtà, per l’assenza, lo scollegamento, il disinteresse, Hornbeam per la mollezza, la stanchezza mentale, la routine, la noia. Hornbeam è considerato il caffè dei fiori)
STOMACO: i problemi allo stomaco riflettono dispiaceri di potere, ci si sente privati del proprio potere. Svalutazione da colpa, da critica.
GASTRITE: è collegata alla rabbia perché non ci sentiamo rispettati o apprezzati per quanto valiamo. Il nervosismo e i disagi emotivi sono spesso i responsabili. Il famoso "bruciore allo stomaco" parla della presenza di un fuoco che brucia all'interno, ma che non si esprime mai sotto forma di rabbia e ribellione. E’ una rabbia inespressa.
RABBIA: (fiori: Holly per le esplosioni di rabbia - Willow dirige la rabbia verso se stesso, si lamenta, si compiange, si sente vittima.)
ATTACCHI DI PANICO: Può sopraggiungere a chi si sente intrappolato in un legame o in una situazione che non riesce più a gestire, soprattutto non riesce più a “controllare”, vivendo dentro di sé una lotta conflittuale fra dipendenza ed indipendenza, spesso accompagnati da angoscia di separazione. Tutto ciò crea una pressione interna che sfocia nell’attacco di panico come risultato alla resistenza al cambiamento, al crescere; ma la nostra parte più profonda, quella spontanea, spesso inascoltata, emerge…

Il panico, come l’ansia nascono da un esagerato controllo di noi stessi e di chi ci circonda, è quella piccola ma importante parte di noi che facciamo tacere, che ingabbiamo, che non esprimiamo, ma che alla fine ingabbia noi stessi.

Paradossale dirlo ma gli Attacchi di panico vengono in nostro aiuto,  non sono da demonizzare, è il modo in cui il nostro cervello proprio come un “bodyguard” ci aiuta a comprendere le situazioni di pericolo. Bisogna arrivare a capire che nonostante percepiamo con tutti i sensi i sentimenti di pericolo, nella realtà non vi è una vera minaccia. Lo spiega bene lo psicologo Thomas A. Richards del Social Anxiety Institute: “Il disturbo di panico è in realtà una reazione naturale del corpo che avviene fuori dal contesto”, “Durante un attacco di panico, il corpo sperimenta gli stessi processi fisici che avrebbe se tu fossi davvero in pericolo. La differenza è che anche se ci si sente in pericolo, in realtà non lo si è”.  (possibili fiori: Rock Rose, Cherry Plum, Star of Bethlehem, Walnut, Gorse, Sweet Chestnut, Aspen, Rescue Remedy, Mimulus, Elm, ecc… A seconda delle emozioni che si vivono)

Gli eventi di vita scatenanti riferiti più comunemente provengono sempre dalle solite 3  situazioni:

Relazioni /Matrimonio
Famiglia
Lavoro


-matrimonio/convivenza/separazione
-lavoro/ problemi finanziari e lavorativi/ mobbing lavorativo/ stress da lavoro-Burnout/Dipendenza dal Lavoro
-famiglia/eccessivo senso del dovere, grande preoccupazione verso i nostri cari/ dal desiderio non soddisfatto di essere amato, compreso, ascoltato/la perdita o la malattia di una persona cara/dalla dipendenza economica/ l’essere vittima di una qualche forma di violenza, compreso il mobbing coniugale, ecc… 


Ogni problema contiene in se stesso la soluzione

Ma, come diceva Einstein: "Non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo"

A volte basta cambiare la prospettiva per acquisire un punto di vista diverso, e, di conseguenza, anche i risultati saranno diversi rispetto a quelli che hai ottenuto fino a quel momento.

Nella risoluzione dei problemi bisogna fare affidamento su 7 passi essenziali:

1)  Volontà di cambiare: vuol dire FIDARSI del proprio valore
2) Consapevolezza del problema: prendere coscienza del problema e definire l’obiettivo per il cambiamento
3) Valutazione del problema: a cui attribuire un valore emotivo e un valore attributivo (cioè un valore pratico, tenendo in conto i propri bisogni). Attribuire un giusto valore crea equilibrio
4) Priorità: Chiarire e definire le priorità per snellire il problema. Riduce l’ansia
5) Progettualità: Aiuta a ideare e programmare con creatività. E’ la visione del futuro, è motivazione, è la passione
6) Azione: la messa in pratica consolida i punti precedenti
7) Speranza: La speranza è il motore della motivazione, perché la speranza non si arrende mai ed è una grande forza specie se è sorretta dalla fede
La speranza vive dove vive la fede, nel sapere che non siamo mai soli.
Buona Vita nell’Amore! Todo por Amor!

Katia Botta

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Bibliografia:
Edward Bach, Guarire con i fiori, IPSA ed.
Edward Bach, Essere se stessi, Macro Edizioni
Edward Bach, Libera te stesso, Macro Edizioni
Mechtild Scheffer, Terapia con i Fiori di Bach, IPSA ed.
Terapia verbale- G.Mereu
Howard-Ramsell, Guarire con i Fiori di Bach, Tecniche Nuove

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venerdì 29 dicembre 2017

Quest’anno non ti auguro di “essere più”….ma di “creare più”….

Per il 2018 cerchiamo di essere noi stessi creatori
Per il 2018 anziché “chiedere un anno migliore”, cerchiamo di essere noi stessi creatori di salute, pace, armonia, felicità, verità, abbondanza e avvenimenti straordinari.

L’anno nuovo è solo una nuova fase della nostra vita e racchiude tutte queste qualità, sta a noi riconoscerle e farne buon uso per creare in noi e attorno a noi una realtà armonica. I desideri si manifestano nell’equilibrio, quando siamo in pace con noi stessi e con il tutto.

Ringraziamo con gratitudine l’anno che abbiamo vissuto e tutto ciò che abbiamo imparato, scorriamo brevemente nella nostra mente i vari momenti più importanti, rivediamo gli errori per imparare dalle esperienze del passato e non ripeterli, ma congratuliamoci anche con noi stessi per le nuove conquiste fatte, per i momenti meno belli superati, preoccupazioni, delusioni o momenti di sconforto che ci hanno resi più forti. Tutto è un dono, anche i momenti dolorosi che sembrano distruggerci sono dono per la nostra crescita, da ogni distruzione nasce la trasformazione che porta a cambiamento.

Accogliamo il Nuovo Anno. Semplicemente, accogliamolo.

Quindi quest’anno non ti auguro
di “essere più”….ma di “creare più”….

Trova dentro di te la parola che definirà il tuo nuovo anno, sarà la motivazione che ti porterà a crearla.

Helen Keller dichiarò che "La vita o è un'audace avventura o non è nulla".

La mia parola per il nuovo anno sarà “Avventura”, dal latino -adventura- “Ciò che accadrà”. Per me avventura è accettazione, è apertura, è vivere con leggerezza, senza aspettative, con fantasia, avventura come dono di ogni giorno della mia vita vissuta nella fede e nella speranza cristiana, avventura come progetto di Dio e della Sua volontà particolare su ciascuno di noi. Affidandomi a Lui, tutto ciò che accadrà sarà dono, scoperta, insegnamento, speranza.

La speranza mai è ferma, la speranza sempre è in cammino e ci fa camminare. La speranza apre nuovi orizzonti, rende capaci di sognare ciò che non è neppure immaginabile, ci dà tanta forza. La speranza cristiana è solida, ecco perché non delude. Mai, delude. La speranza non delude! (Papa Francesco) Aprite i vostri cuori e questa forza di Dio vi porterà avanti, farà cose miracolose e vi insegnerà cosa sia la speranza. Questo è l’unico prezzo: aprire il cuore alla fede e Lui farà il resto.

Se impariamo a leggere ogni cosa con la luce dello Spirito, ci accorgiamo che tutto è un dono, l’avventura della vita è un dono, è scoperta, è affrontare, è accettare, è superare, è crescita!

Ognuno di noi deve vivere l’avventura della propria vita nella fede della speranza, “saldo nella speranza contro ogni speranza”.( Rm 4,18).  La grande speranza si radica nella fede, e proprio per questo è capace di andare oltre ogni speranza.

Noi creiamo con il dono dei nostri talenti, non sono forse questi doni dello Spirito? Noi creiamo con sentimenti di speranza e in questo sforzo di creazione personale lo Spirito ci raggiunge, come un’energia interiore suscitata in noi dall’accoglimento della Parola di Dio. Ascoltiamola dentro di noi.

Qual è la parola che definirà il tuo nuovo anno?

Buona creazione del tuo Nuovo Anno!
Katia Botta

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Immagine dal web Julia Roberts-Mangia, prega, ama