La nostra scelta più importante è il modo in cui decidiamo di vivere la nostra vita. La felicità è amore, nient’altro.

Katia Botta

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mercoledì 16 settembre 2020

I nostri stati emotivi sono una nostra responsabilità, non quella degli altri

Le tue relazioni sono lo specchio per conoscerti

Ogni relazione porta in sé un dono, anche da un conflitto può nascere una nuova opportunità di crescita. Apriti alle possibilità e al potenziale racchiuso nelle relazioni di vita. Non giudicare, non giudicarti ma rimani aperto all'ascolto e al confronto.

Ascoltare non è solo ascoltare le parole di qualcun altro, è un'esperienza di connessione che crea relazione.

Per poter risolvere i conflitti ciò che è fondamentale è riconoscere ed esprimere le proprie emozioni

Il nostro modo di percepire il mondo è intimamente legato al nostro modo di percepirci: Ascoltare vuol dire smettere di interpretare ciò che sentiamo, ed esprimere le nostre emozioni, le nostre esigenze, perché no anche la nostra fragilità, ma in modo assertivo e pacato.

I nostri stati emotivi sono una nostra responsabilità, non quella degli altri.

Non si tratta di avere ragione o torto, altrimenti sarebbe come dire “Non ti chiedo di capirmi, ma che accetti e rispetti solo il mio punto di vista”.

Essere rispettati fa parte del nostro processo di rispetto di noi stessi.


"Oggi so cosa significa essere un ricercatore spirituale: è qualcosa che ha a che fare con l'indagine, con il rimanere attenti a ciò che ti circonda, con una mente che finalmente sa che ciò che ti circonda è qualcosa che viene da te, per te e attraverso di te, manifestandosi in quello che chiami altro ”.

EnricCorbera, en su libro Yo soy tú: La mente no dual.

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GRAZIE! Buona Vita, Pace a te!  Katia Botta

 

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Per approfondimenti: Bioneuroemoción https://www.enriccorberainstitute.com/blog/no-sabemos-escuchar

 

 

 


sabato 25 luglio 2020

La scelta del perdono porta alla gioia


A volte alcuni atteggiamenti provocatori sono utili perché ci fanno comprendere che abbiamo superato la prova della rabbia. Questo è il perdono.

Rancore, risentimento e ogni rifiuto di perdono sono la causa profonda di molti malesseri e un limite alla crescita interiore perché si rimane ancorati al passato. La scelta del perdono porta alla gioia.

Buona Vita!  
Katia

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mercoledì 30 ottobre 2019

Perché il percorso Fiori di Bach e Coaching funziona?

Tutto ciò che crea insoddisfazione, vuoto, mancanza, porta alla perdita graduale del controllo della nostra vita mettendo in evidenza un problema

Se vuoi cambiare alcune cose nella tua vita e hai sempre rimandato perché…”non era il momento”, questo potrebbe essere proprio il momento giusto per iniziare con me un percorso di Fiori di Bach e Coaching.

Perché il percorso Fiori di Bach e Coaching funziona?
Perché c’è ascolto senza giudizio e si sviluppa attraverso un rapporto empatico positivo. Perché è uno stimolo di cambiamento altamente efficace che aiuta a far quadrare il bilancio della propria vita, aiuta a consapevolizzare i propri talenti, a mettere in risalto le doti, a riconoscere se stessi tal quale come siamo senza condizionamenti e quindi a migliorare i rapporti con gli altri per evitare qualsiasi relazione basata sull’attaccamento, sul controllo o sulla dipendenza o co-dipendenza affettiva, che impediscono di credere in se stessi e nelle relazioni con gli altri, fino ad arrivare a volte ad annullare se stessi.

Fare un percorso di Fiori di Bach e Coaching ti aiuterà a trovare nuovi significati, per ritrovare forza, coraggio e motivazione alla tua vita.

Dobbiamo vivere la vita secondo la legge dell’amore, perché l’amore è gioia e non serve a nulla se viene inteso come sofferenza!

Chi dice di amarti ma ti fa star male, fino a farti dubitare delle tue certezze, è semplicemente un manipolatore affettivo che crea un forte rapporto di dipendenza affettiva.

Ricorda: Quando muore dentro di te ogni tipo di dipendenza, di  attaccamento, nasce la libertà.

La libertà è il cibo dell'amore mentre l'attaccamento e la dipendenza sono il cibo della paura, distruttore dell'amore e della libertà. Paradossale, vero?

I Fiori di Bach armonizzano i sentimenti negativi che hanno causato il problema

È un metodo di cura che non ha alcuna controindicazione né effetti collaterali, e che può essere associato ad altre terapie

I disagi provengono sempre da:
Relazioni /Matrimonio
Famiglia
Lavoro

Relazioni malate con… generano Sentimenti malati di…

Ogni malessere viene generato dalle relazioni di conflitto con il partner, il marito, i figli, l’amica, il collega, la suocera, che generano a loro volta sentimenti di rabbia, gelosia, orgoglio, invidia, frustrazione, bassa autostima…

Ogni disagio, così come ogni malattia in termini energetici, viene da dentro. Perché il dolore del corpo è solo l’espressione del dolore dell’Anima.

Secondo la visione del Dr. Edward Bach la malattia “è la naturale conseguenza di disarmonia fra il nostro corpo e la nostra anima”

L’approccio terapeutico è incentrato sulla persona e non sulla malattia

Individuare i fiori significa cercare di vedere con gli occhi di chi soffre

Secondo gli insegnamenti del Dr. Edward Bach, il ragionamento da fare è quello analogico, cioè la cura del sintomo va ragionata secondo la cura del sentimento che sta alla base del sintomo, nonché la circostanza in cui si verifica, per poter somministrare i fiori che curano i sentimenti negativi che hanno causato il problema.

È la consapevolezza che guarisce

Qualsiasi avvenimento della nostra vita deve essere integrato con l'accettazione e la consapevolezza


Alcuni Esempi più comuni:

TOSSE IRRITANTE, si cura l’irritabilità della persona per far andar via la tosse. Se è una tosse da irritazione, così come per le intolleranze da cibi o allergie, si cura l’intolleranza della persona (fiore: Beech, il fiore dell’intolleranza)
CERVICALE: chi soffre ripetutamente di questo particolare dolore tende ad essere dominato da un'attività riflessiva esagerata e da una grande ostinazione. Segnali, questi, che rivelano una scarsa cedevolezza nei confronti delle proprie emozioni, del desiderio di lasciarsi andare, di abbandonarsi. (possibili fiori: Cerato (cervicalgia associata a cefalea per l'ansia e la tensione)   
Oak (miorilassante,efficace nelle contratture del m. trapezio sup dex.),  
Gorse (rivitalizzante, efficace nelle contratture del m. trapezio sup. sin) 
MAL DI SCHIENA: (fiori: Oak, se per eccessivo senso del dovere,  Elm se per il sovraccarico di responsabilità)
SONNOLENZA E STANCHEZZA:  Il fiore Hornbeam rappresenta la persona annoiata, stufa e stanca da quando si sveglia al mattino, che si  trascina addormentata tutto il giorno. (fiori: Clematis per mantenere il contatto con la realtà, per l’assenza, lo scollegamento, il disinteresse, Hornbeam per la mollezza, la stanchezza mentale, la routine, la noia. Hornbeam è considerato il caffè dei fiori)
STOMACO: i problemi allo stomaco riflettono dispiaceri di potere, ci si sente privati del proprio potere. Svalutazione da colpa, da critica.
GASTRITE: è collegata alla rabbia perché non ci sentiamo rispettati o apprezzati per quanto valiamo. Il nervosismo e i disagi emotivi sono spesso i responsabili. Il famoso "bruciore allo stomaco" parla della presenza di un fuoco che brucia all'interno, ma che non si esprime mai sotto forma di rabbia e ribellione. E’ una rabbia inespressa.
RABBIA: (fiori: Holly per le esplosioni di rabbia - Willow dirige la rabbia verso se stesso, si lamenta, si compiange, si sente vittima.)
ATTACCHI DI PANICO: Può sopraggiungere a chi si sente intrappolato in un legame o in una situazione che non riesce più a gestire, soprattutto non riesce più a “controllare”, vivendo dentro di sé una lotta conflittuale fra dipendenza ed indipendenza, spesso accompagnati da angoscia di separazione. Tutto ciò crea una pressione interna che sfocia nell’attacco di panico come risultato alla resistenza al cambiamento, al crescere; ma la nostra parte più profonda, quella spontanea, spesso inascoltata, emerge…

Il panico, come l’ansia nascono da un esagerato controllo di noi stessi e di chi ci circonda, è quella piccola ma importante parte di noi che facciamo tacere, che ingabbiamo, che non esprimiamo, ma che alla fine ingabbia noi stessi.

Paradossale dirlo ma gli Attacchi di panico vengono in nostro aiuto,  non sono da demonizzare, è il modo in cui il nostro cervello proprio come un “bodyguard” ci aiuta a comprendere le situazioni di pericolo. Bisogna arrivare a capire che nonostante percepiamo con tutti i sensi i sentimenti di pericolo, nella realtà non vi è una vera minaccia. Lo spiega bene lo psicologo Thomas A. Richards del Social Anxiety Institute: “Il disturbo di panico è in realtà una reazione naturale del corpo che avviene fuori dal contesto”, “Durante un attacco di panico, il corpo sperimenta gli stessi processi fisici che avrebbe se tu fossi davvero in pericolo. La differenza è che anche se ci si sente in pericolo, in realtà non lo si è”.  (possibili fiori: Rock Rose, Cherry Plum, Star of Bethlehem, Walnut, Gorse, Sweet Chestnut, Aspen, Rescue Remedy, Mimulus, Elm, ecc… A seconda delle emozioni che si vivono)

Gli eventi di vita scatenanti riferiti più comunemente provengono sempre dalle solite 3  situazioni:

Relazioni /Matrimonio
Famiglia
Lavoro


-matrimonio/convivenza/separazione
-lavoro/ problemi finanziari e lavorativi/ mobbing lavorativo/ stress da lavoro-Burnout/Dipendenza dal Lavoro
-famiglia/eccessivo senso del dovere, grande preoccupazione verso i nostri cari/ dal desiderio non soddisfatto di essere amato, compreso, ascoltato/la perdita o la malattia di una persona cara/dalla dipendenza economica/ l’essere vittima di una qualche forma di violenza, compreso il mobbing coniugale, ecc… 


Ogni problema contiene in se stesso la soluzione

Ma, come diceva Einstein: "Non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo"

A volte basta cambiare la prospettiva per acquisire un punto di vista diverso, e, di conseguenza, anche i risultati saranno diversi rispetto a quelli che hai ottenuto fino a quel momento.

Nella risoluzione dei problemi bisogna fare affidamento su 7 passi essenziali:

1)  Volontà di cambiare: vuol dire FIDARSI del proprio valore
2) Consapevolezza del problema: prendere coscienza del problema e definire l’obiettivo per il cambiamento
3) Valutazione del problema: a cui attribuire un valore emotivo e un valore attributivo (cioè un valore pratico, tenendo in conto i propri bisogni). Attribuire un giusto valore crea equilibrio
4) Priorità: Chiarire e definire le priorità per snellire il problema. Riduce l’ansia
5) Progettualità: Aiuta a ideare e programmare con creatività. E’ la visione del futuro, è motivazione, è la passione
6) Azione: la messa in pratica consolida i punti precedenti
7) Speranza: La speranza è il motore della motivazione, perché la speranza non si arrende mai ed è una grande forza specie se è sorretta dalla fede
La speranza vive dove vive la fede, nel sapere che non siamo mai soli.
Buona Vita nell’Amore! Todo por Amor!

Katia Botta

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Bibliografia:
Edward Bach, Guarire con i fiori, IPSA ed.
Edward Bach, Essere se stessi, Macro Edizioni
Edward Bach, Libera te stesso, Macro Edizioni
Mechtild Scheffer, Terapia con i Fiori di Bach, IPSA ed.
Terapia verbale- G.Mereu
Howard-Ramsell, Guarire con i Fiori di Bach, Tecniche Nuove

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martedì 15 ottobre 2019

Essere fibromialgici vuol dire ridisegnare la propria vita

Essere fibromialgici vuol dire ridisegnare la propria vita

relazionale, familiare, lavorativa, perché un giorno non è uguale all'altro!


Ho la fibromialgia, accettalo, e cerca di comprendere che:

Anche se mi vedi sorridere non vuol dire che non provi dolore


Anche se svolgo le mie azioni quotidiane le svolgo con tempi diversi perché condizionate nei movimenti, dal dolore, dall’equilibrio a volte precario

Che se rinuncio ad un invito è perché forse è quel “giorno no” in cui non riesco nemmeno a camminare, oppure provo fitte laceranti in qualche parte del corpo,  oppure la “fibrofog” annebbia la mia mente e non ho voglia di conversare, oppure gli occhi mi fanno tanto male da non riuscire a tenerli aperti, oppure perché non dormo da una settimana e sono distrutta…

Che a volte, quando tu sei a mezze maniche io sono abbracciata alla borsa dell'acqua calda.


Vi sono giorni in cui ho tutti i sintomi dell’influenza: mal di testa, dolori muscolari, occhi caldi, brividi, ma il termometro riporta una temperatura normale. Può capitare, specie in inverno di andare in ipotermia, i cui sintomi principali sono: brividi, cui possono aggiungersi capogiri, nausea, respirazione accelerata, difficoltà a parlare e un lieve senso di confusione, perdita della coordinazione, aumento della frequenza cardiaca e affaticamento, polso lento. Sembra che nulla possa scaldarti…

Che a volte il dolore più grande non è quello fisico ma l’incomprensione, la sottovalutazione di come mi sento e l’abbandono di amici e familiari. Perché non si spiegano come da persona iperattiva, efficiente ed efficace nella gestione della vita quotidiana, man mano tutto è cambiato. Spesso sono proprio loro che non riescono ad abituarsi all’idea di ridisegnare insieme una nuova vita, basterebbe instaurare un rapporto empatico per comprendere, scoprire e sentire almeno per un attimo come un fibromialgico.

Citando Barack Obama: “Il più grande deficit che abbiamo nella nostra società e nel mondo in questo momento, è un deficit di empatia. Abbiamo un grande bisogno di persone che siano in grado di stare nei panni di qualcun altro e vedere il mondo attraverso i loro occhi “

Cerca di comprendere che:

Ci sono giorni in cui non riesco ad alzare il braccio per spazzolarmi i capelli.

Quando ti abbraccio sento le fitte alla schiena.

Quando riesco a fare delle “cose normali” vuol dire che per quel giorno sono riuscita ad andare un passettino oltre il dolore e allora cerco di fare più cose possibili con la sensazione di avere solo quel tempo a disposizione, perché poi il giorno dopo il mio corpo ne risente, ma in quei “giorni normali” provo attimi di felicità, tutto è più vivido, il cielo sembra più blu e i colori più vivaci, i sensi si affinano, il mondo mi sorride! Provo gioia di vivere anche nelle cose più semplici!

Dolori, limitazioni, sofferenza… che nonostante tutto affronto con serenità da quando ho deciso di offrire a Dio il mio dolore, perché è proprio vero, nella sofferenza possiamo riconoscere la presenza di Cristo, e io oggi questa possibilità la chiamo “Grazia”.

Mi ritorna in mente una frase di Madre Teresa di Calcutta:
“Io so che Dio non mi dà nulla che non possa gestire. Spero solo che non si fidi troppo di me”.

Al momento non sono state trovate cure adeguate per la Sindrome Fibromialgica, ma possono essere di grande aiuto i Fiori di Bach per riequilibrare quei sentimenti di Solitudine, Rabbia, Frustrazione, Incertezza, Paura, Inadeguatezza, Senso di abbandono, ecc… emozioni comuni che vivono le persone affette da fibromialgia. Resta il fatto che in quanto “sindrome” necessita  di un approccio multidisciplinare.

Cosa fare, come aiutare chi è affetto da fibromialgia?

Solo 4 cose: Presenza, Ascolto, Amore, Ridere insieme!

“Risero insieme per una manciata di minuti, e il mondo esterno l'avevano completamente scordato. E' questa la potenza dell'amore”.

Ecco, mi auguro che ora potrai capire/comprendere un po’ di più.

Grazie per aver donato parte del tuo tempo a questa lettura.

Katia Botta

Frida Khalo-El ciervo herido 1946
Questo quadro esprime il dolore fibromialgico. Le frecce trafiggono la giovane cerva nei punti nevralgici della fibromialgia




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Immagine:Frida Khalo-El ciervo herido 1946
Le frecce trafiggono la giovane cerva nei punti nevralgici della fibromialgia

mercoledì 23 gennaio 2019

Esprimi le tue “Stranezze", potrai vedere il mondo anche da un’altra prospettiva

Se cambi il modo di vedere le cose, le cose che vedi cambiano
(Wayne Dyer)

Concediti di essere te stesso, esprimi le tue “stranezze”, fanno parte della tua unicità, della tua creatività, della tua capacità di vedere il mondo anche da un’altra prospettiva, ti aiuteranno ad incanalare positivamente le tue qualità per affrontare le sfide e  gestire i tuoi limiti. 


Ciò che gli altri definiscono “strano” non vuol dire essere "diverso", ma “essere unico” e avere la capacità di dare nuovi significati al mondo omologato in cui viviamo.  E ti pare poco?

Buona Vita!
Katia Botta

“Sviluppate la vostra legittima stranezza”
Michel Foucault


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Immagine:bimbiparma

sabato 29 settembre 2018

Conoscere l’amore non è una operazione della mente, è un incontro



Scegliamo di essere chi siamo ogni volta che crediamo in quello che sentiamo, sia nell'amore che nella mancanza d'amore. Viviamo la vita attraverso uno specchio in cui noi ci osserviamo, ci giudichiamo e di conseguenza ci amiamo o ci neghiamo all'amore. A volte abbiamo addirittura paura di amare per la paura di essere felici, senza considerare che l’amore è la forza trainante della nostra vita.
L’essere umano è sempre alla ricerca dell’amore, dell’accettazione, della comprensione, del riconoscimento di quell’amore da cui si è allontanato, e lo ricerca nella vita, nei rapporti, nelle esperienze d’amore. Ma solo dopo aver conosciuto ed essere riempiti dell’amore di Dio possiamo fare, vedere e comprendere cose che altrimenti non potremmo fare, vedere o comprendere. Solo dopo aver conosciuto la sensazione di completezza dell’amore di Gesù possiamo davvero comprendere l’amore terreno, e quindi amare, amarci e sentirci amati davvero. Solo vivendo questo amore possiamo sperimentare l’agàpe, ovvero l’amore che noi riceviamo da Dio, l'amore col quale Dio ama noi, un amore costante, fedele, gratuito, smisurato, puro e infinito, l'amore come dono che non presuppone e non cerca la gratificazione, l'amore che si prova andando oltre se stessi, è quell’amore di cui parla S. Paolo  nel cap. 13 della prima lettera ai Corinzi: “Pur possedendo tutti i doni e le doti, se non ho l’amore sono un nulla”.
Nella completezza dell’amore di Gesù noi colmiamo il vuoto d’amore che è dentro di noi e solo allora saremo in grado di poter riconoscere, dare e ricevere un amore vero, un amore senza bisogni, senza attaccamento. Se non si comprende bene interiormente questo tipo di amore avremo una interpretazione dell’amore stereotipata, deluso nelle aspettative di un amore che abbiamo formato solo nella nostra mente. Se non si comprende bene interiormente questo tipo di amore rimane una interpretazione dell’amore effimera, un amore formato solo nella mente, un amore a cui la persona vorrebbe tendere…ma non ce la fa, si circonda dell’amore ma non è nell’amore.
Conoscere l’amore non è una operazione della mente, è un incontro, che si relazione in noi e con noi ogni giorno.
La nostra scelta più importante è il modo in cui decidiamo di vivere la nostra vita. La felicità è amore, nient’altro.


Il nostro ideale è l’amore perché siamo divisi.
C.G. Jung, - Visioni I, p.190

Secondo Carl Gustav Jung noi siamo interiormente divisi, ed è per questo che siamo alla continua ricerca di Amore...


"L’Amore è il movimento psichico che unisce due persone creando una terza forza: la relazione. Attraverso l’Amore possiamo conoscere noi stessi, l’altro e il mondo.Per costruire una relazione bisogna essere umili lavoratori al servizio della relazione stessa, solo in questo modo è possibile costruire un amore  duraturo condividendo sé stessi con l’altro”.


Buon fine settimana a tutti nella gioia del vero Amore!

Katia Botta



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sabato 30 giugno 2018

Costruire rapporti di vita


A volte impariamo attraverso le nostre esperienze dirette di vita, altre volte lo Spirito ci viene in aiuto mostrandoci gli atteggiamenti, le parole o i modi di fare degli altri. Allora capiamo a che punto siamo arrivati nel nostro cammino, e quando pur riconoscendo chi siamo ma per umiltà non lo diciamo per non alimentare il nostro ego, ecco che alcuni comportamenti altrui ci insegnano a capire soprattutto chi o cosa NON vogliamo essere e a riconoscere la differenza tra due importanti azioni e cioè se stiamo eseguendo la volontà di Dio o se stiamo appagando il nostro ego.

Abbiamo bisogno di discernimento, ma abbiamo anche bisogno di auto accettazione, auto conoscenza di noi stessi e purezza emozionale.

La vera autostima non è solo l’amore per se stessi ma anche l’accettazione degli altri ammettendo che non tutti siamo uguali ma che tutti noi abbiamo piccole o grandi qualità che possiamo perfezionare, anche con l’aiuto o l’esperienza dell’altro. Dobbiamo imparare a relazionarci con gli altri senza considerare le carenze o le aspettative. Ognuno di noi porta dentro di sé una virtù, un punto di forza, un dono, che quando emerge contribuisce al miglioramento di noi stessi e di chi ci sta intorno.

L’orgoglio, il senso di superiorità, la superbia soddisfano il nostro ego, ma l’ego e l’amore non hanno vita insieme, possiamo costruire rapporti di vita solo attraverso reali e consapevoli atti, parole e messaggi d’amore e dando un valore incondizionato e senza giudizio ad ogni essere umano.
Buona Vita!   Katia Botta


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