La nostra scelta più importante è il modo in cui decidiamo di vivere la nostra vita. La felicità è amore, nient’altro.

Katia Botta

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venerdì 16 aprile 2021

Dobbiamo decodificare per arrivare ad amare


 

Dobbiamo decodificare per arrivare ad amare

Bisogna essere spettatore, osservatore di sé nell'altro: è in questo modo che si decodifica.

Decodificare vuol dire comprendere, trovare una chiave di lettura, utilizzare l'intelligenza Emotiva, ovvero: "La capacità di un individuo di riconoscere, di distinguere, di etichettare e di gestire le emozioni proprie e degli altri".

Tutte le volte che decodifichiamo, accogliamo e trasformiamo, conosciamo meglio e più completamente noi stessi e gli altri.

I pensieri, i comportamenti  o gli schemi di avvenimenti che ci vengono riproposti durante il percorso della nostra vita arrivano in un ordine ben definito e servono proprio per  trasformarci ed elevarci.

Che si tratti di attrazioni o repulsioni, è la medesima cosa, è l'altra faccia della stessa medaglia.

Quando di fronte all'atteggiamento di una persona non correggi, non dici niente ma anzi lasci fare ponendoti come spettatore, quell'atteggiamento che ti infastidiva si arresta senza dover correggere nulla.

Man mano che codifichiamo critiche, comportamenti e reazioni, gli schemi si ripresenteranno in maniera sempre meno forte fino ad arrivare alla trasformazione.

Raggiungiamo la serenità e la libertà interiore quando cambiamo nell'interno, senza correggere, né imporre, né rettificare all'esterno.

È un percorso a tappe che si effettua iniziando ad eliminare il superficiale per arrivare al nucleo centrale:

1) Accettazione (si fa con la testa ma con umiltà, senza giudizio, mettendo da parte l'orgoglio)

2) Accoglienza (si fa con il cuore sino ad arrivare al perdono)

3) Riconoscere la reazione della persona (si fa con la testa e con il cuore):

4) L'intenzione di trasformare schemi, memorie, condizionamenti, sofferenza nei rapporti interpersonali, emozioni inespresse, per rendere la comunicazione più fluida, più autentica, più fraterna.

Nell'Intenzione la parte più difficile sta nel riconoscere che  ogni persona che incontriamo sono delle parti di noi.

Spesso le persone sono specchi che riflettono parti di noi che non vogliamo vedere.

Es: Se durante una conversazione una persona ci irrita perché dice una stupidata mentre noi invece ci esprimiamo con intelligenza, vuol dire che nel nostro subconscio vi è della stupidità. Se in seguito riflettiamo con discernimento sulla conversazione ci rendiamo conto che la persona che ci ha irritato ha mostrato una parte di noi che non sapevamo di avere, ma che ora possiamo migliorare.

Quando c'è un giudizio non sei tu che giudichi ma gli schemi che giudicano.

Quando c'è una reazione emotiva di collera o altro basta fermarsi e riflettere su cosa l'ha scatenato. Che cosa rappresenta questa situazione per me? Chi nella mia vita si comportava in questo modo?

Non occorre capire necessariamente da dove provengono gli schemi, a volte per codificare basta semplicemente Accettare e Accogliere, perché il preconcetto e la non accettazione rende impossibile il dialogo e rompe l'unione.

 


Come eliminare gli schemi?

Discernere, prenderne atto, osservare, evitando il giudizio, ricordando sempre che

“Gli altri siamo noi".

Buona Vita! 🌸 Katia Botta

 

"Ogni conflitto è l'espressione tragica di un bisogno non soddisfatto.“

(Marshall Rosenberg)

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Katia Botta

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Immagine dal web Preikestolen-Norvegia

 

venerdì 30 ottobre 2020

La migliore dieta è quella della mente

 


La dieta non si riferisce solo al cibo. La migliore dieta è quella della mente.

La dieta di eliminazione:

"Rimuovi la rabbia, il rimpianto, il risentimento, il senso di colpa, la colpa e la preoccupazione. Poi, guarda la tua salute e la tua vita migliorare."

(Charles F.Glassmann)


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mercoledì 16 settembre 2020

I nostri stati emotivi sono una nostra responsabilità, non quella degli altri

Le tue relazioni sono lo specchio per conoscerti

Ogni relazione porta in sé un dono, anche da un conflitto può nascere una nuova opportunità di crescita. Apriti alle possibilità e al potenziale racchiuso nelle relazioni di vita. Non giudicare, non giudicarti ma rimani aperto all'ascolto e al confronto.

Ascoltare non è solo ascoltare le parole di qualcun altro, è un'esperienza di connessione che crea relazione.

Per poter risolvere i conflitti ciò che è fondamentale è riconoscere ed esprimere le proprie emozioni

Il nostro modo di percepire il mondo è intimamente legato al nostro modo di percepirci: Ascoltare vuol dire smettere di interpretare ciò che sentiamo, ed esprimere le nostre emozioni, le nostre esigenze, perché no anche la nostra fragilità, ma in modo assertivo e pacato.

I nostri stati emotivi sono una nostra responsabilità, non quella degli altri.

Non si tratta di avere ragione o torto, altrimenti sarebbe come dire “Non ti chiedo di capirmi, ma che accetti e rispetti solo il mio punto di vista”.

Essere rispettati fa parte del nostro processo di rispetto di noi stessi.


"Oggi so cosa significa essere un ricercatore spirituale: è qualcosa che ha a che fare con l'indagine, con il rimanere attenti a ciò che ti circonda, con una mente che finalmente sa che ciò che ti circonda è qualcosa che viene da te, per te e attraverso di te, manifestandosi in quello che chiami altro ”.

EnricCorbera, en su libro Yo soy tú: La mente no dual.

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Immagine dal web

Per approfondimenti: Bioneuroemoción https://www.enriccorberainstitute.com/blog/no-sabemos-escuchar

 

 

 


venerdì 24 luglio 2020

L’accettazione è un rapporto di inclusione. La contraddizione è un rapporto di esclusione

ERICA  il fiore dell'Accettazione della vita, empatia, migliora le relazioni

Troverai molte contraddizioni nel tuo cammino, tu accettale con saggezza, nel comportamento e nei giudizi, capirai dopo del perché c'erano. La saggezza del tempo crea chiarezza.


Accetta le contraddizioni capirai dopo del perché c'erano

La contraddizione è un rapporto di esclusione, è divisione, in quanto “un rapporto di opposizione tra due affermazioni, due giudizi, due fatti, per cui uno esclude l’altro o è comunque con l’altro in contrasto”.

Per il filosofo Immanuel Kant la contraddizione è il limite del pensiero pertanto segna i limiti della conoscenza. Qualsiasi conoscenza, nel momento in cui è compresa dall’intelletto, deve essere espressa in maniera non contraddittoria. Quando ci si imbatte in una contraddizione si ha un annullamento della conoscenza, oppure - è il caso dell’antimonia - (o opposizione dialettica) – uno sprofondare della ragione nel vano tentativo di conoscere ciò che invece le è negato in virtù della sua stessa struttura: la cosa in sé.

La contraddizione è l’atto di prendere posizione rispetto a qualcosa, ciò porta di conseguenza a formulare un giudizio, a criticare nonché a rigidità di pensiero e a resistenze che ostacolano la crescita personale.

Ed è qui, in queste situazioni che dobbiamo integrare l’accettazione dell’altro attraverso la comprensione empatica ovvero “l’intelligenza emotiva” (concetto definito da Daniel Goleman) comprendendo per esempio che durante un rapporto verbale di contraddizione con una persona il suo giudizio e la sua critica possono nascere per il semplice fatto di affermare se stesso, spesso per mancanza di autostima o per paura di non essere accettato.


La comprensione empatica ha un ruolo centrale nelle relazioni in quanto ci aiuta a comprendere cosa prova l’altra persona in una determinata situazione, ma allo stesso tempo anche come noi percepiamo e reagiamo alle nostre emozioni durante un processo di contraddizione, consentendo di modulare il nostro comportamento in modo più adeguato e armonico, senza creare conflitti, perché la comprensione non parte dalla ragione ma ha a che vedere con il cuore, solo con il cuore possiamo comprendere i sentimenti altrui.

L’accettazione invece è un rapporto di inclusione, con un atteggiamento incline alla comprensione dell’altro e del tutto. 
L’accettazione non è resa, ma un diverso modo di percepire che porta alla comprensione di tutto ciò che ci accade e circonda la nostra vita, siano persone o situazioni. Con l’accettazione cambiano le nostre reazioni, impariamo ad accettare anche le nostre emozioni, ci orientiamo con un atteggiamento diverso verso gli aspetti della vita, a riconsiderare le relazioni. Potremmo dire che attraverso ogni atto di accettazione facciamo un piccolo salto evolutivo che ci porta e ad andar avanti per creare armonia nella nostra vita.

Leggere i sentimenti altrui

Accettazione e comprensione empatica o “l’intelligenza emotiva” secondo Goleman: “La capacità di riconoscere le emozioni provate dalle altre persone ed indicando nell’empatia una delle fondamentali competenze per un buon funzionamento emotivo e sociale. Alla sua base vi è ancora una volta l’autoconsapevolezza, poiché “quanto più aperti siamo verso le nostre emozioni, tanto più abili saremo anche nel leggere i sentimenti altrui” (Daniel Goleman - Intelligenza Emotiva 1995).

Secondo lo psicologo Carl Rogers è importante saper identificare correttamente le emozioni altrui e parteciparvi empaticamente, consapevoli dei fattori che possono influenzare l’altro nella manifestazione dei propri stati affettivi (Rogers, 1970).

“Possa l'umanità costruire ponti di comprensione e di dialogo”

(Papa Francesco)

Possibili Fiori di Bach consigliati:

Heather: Accettazione della vita, empatia, migliora le relazioni
Beech: Da Ipercritico, arrogante, rigidità dei valori  a Empatia, profondità
Chicory: Capacità di amare spontaneamente
Holly: Da Gelosia, collera a  Comprensione e amore, senso di calma
Larch: Da mancanza di autostima, Insicurezza, paura di sbagliare, sfiducia di se stessi a Coraggio  e sicurezza nelle proprie capacità
Mimulus: Coraggio, saggezza interiore e sensibilità
Pine: Autoaccettazione, perdono di se stessi
Rock Water: Accettazione della vita, flessibilità
Vervain: Da Fanatismo, tensione a Calma, attenzione verso i bisogni altrui.  Edward Bach lo prescrisse “Per quelle persone che hanno idee prefissate, perché sono sicure che sono corrette, e che raramente modificano il proprio atteggiamento. Desiderano convertire con fervore coloro che stanno loro vicino alle proprie convinzioni rispetto alla vita.
Vine: Da Ambizione, desiderio di dirigere tutto a Carisma, rispetto e amore
Walnut: Protezione, flessibilità ed accettazione del nuovo
Water Violet: Partecipazione, simpatia
Willow: Dal risentimento, l’amarezza, all’ottimismo

Buona Vita!
Katia Botta
Articoli di Approfondimento su Intelligenza Emotiva



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Bibliografia:
Goleman, D. (1995) Emotional Intelligence, New York, Bantam Books. Trad. it. Intelligenza Emotiva, Milano, Rizzoli (1996).
Rogers, C. R. (1942) Counseling and Psychoterapy, Boston, Houghton Mifflin Company. Trad. It. Psicoterapia di Consultazione, Roma, Astrolabio (1971).
http://www.treccani.it/
Immagine dal web

domenica 12 aprile 2020

Buona Pasqua. Non sentirti solo ma cogli il significato della tua solitudine

Non sentirti solo ma cogli il significato della tua solitudine, può essere la via della tua Resurrezione

Buona Pasqua a tutti, soprattutto a tutti coloro che si dedicano alle persone che sono più in difficoltà e a tutte le persone sole o che vivono sentimenti di solitudine e di tristezza. Possa questa Pasqua essere di conversione e resurrezione per un sostanziale cambiamento interiore e sociale.

Quest’anno sarà una Pasqua un po’ speciale per le esigenze della quarantena, per molti non vissuta in famiglia o con amici.

A tutti coloro che la trascorreranno da soli e che con fatica e coraggio in questo lungo periodo stanno guardando dentro se stessi dove un tumulto di pensieri, emozioni e sentimenti si susseguono e si arrovellano su se stessi, desidero ricordare alcune frasi su cui meditare:

Fabrizio De André: “La solitudine può portare a forme straordinarie di libertà”.

Papa Francesco: “Dalla solitudine ci si rialza non chiudendosi in sé stessi, ma invocando il Signore, perché il Signore ascolta il grido di chi è solo”.

Lo scrittore portoghese Josè Saramago in merito alla solitudine scrisse: "La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice."


Cari Auguri di un Santa Pasqua e non sentirti solo/a ma cogli il significato della solitudine che stai vivendo per raccogliere nuove forze per continuare a sostenere la “Vita”. Allora la tua solitudine assumerà un significato diverso, sarà il luogo dove il vecchio io muore, dove i vecchi paradigmi si sgretolano e non hanno più significato, all’inizio potrai sentirti destabilizzato/a, ma poi dentro di te si aprirà una nuova luce che porterà alla trasformazione del tuo essere, della tua nuova vita, di una nuova libertà interiore e di scelte, e aiutato/a dalla presenza di Dio può essere la via della tua Resurrezione.

Quando non camminiamo nella presenza di Dio soffriamo una profonda solitudine, ma la nostra solitudine sarà cambiata in un tempo di speranza per le cose che Dio ha preparato per noi.

Santa Pasqua, Pace a te.
Katia Botta

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Immagine Lory Portka art

venerdì 6 marzo 2020

Coronavirus? Baci e abbracci, posso farlo… è digitale

"Tra voi si faccia ogni cosa con amore" (1 Corinzi 16:14)

Un abbraccio, un bacio, una carezza, non sono solo una forma di comunicazione sono bisogni emotivi, un modo che molti di noi hanno per comunicare l'amore; è il linguaggio del corpo che esprime i nostri sentimenti al di là delle parole.


Il contatto fisico suscita esperienze emotive, evoca un senso di vicinanza,  stabilisce la connessione tra le persone, può essere persino terapeutico; attraverso baci e abbracci si promuove il rilascio di ossitocina, nota anche come “ormone dell’amore e della felicità”. Vogliono toglierci anche questo? Assolutamente no! In questo periodo forzato di assenza di baci e abbracci abbiamo la possibilità di esternare con le “parole” i nostri sentimenti, e non poco, forse è un bene…in un mondo digitalizzato dove like e cuoricini hanno sostituito le parole.

Inoltre, possiamo continuare ad esprimere i nostri sentimenti di affetto e amore verso chi vogliamo bene con altri tipi di attenzione, oltre a parole affettuose possiamo prestare più attenzione all’ascolto, guardare negli occhi la persona con cui stiamo parlando, portare un fiore o un cioccolatino ad un amico/amica verso cui vogliamo esprimere affetto, sostegno, gratitudine.

Non c’è nulla di nuovo in tutto ciò, abbiamo solo perso l’abitudine di dedicare amorevolmente il nostro tempo agli altri.

Abbracciare e baciare è bellissimo, personalmente faccio una gran fatica perché quando incontro le mie amiche non le abbraccio, le stropiccio!

In questo periodo di astensione fisica ricordiamoci che

Possiamo essere obbligati ad essere distanti fisicamente, ma non si è mai distanti con il cuore.


“Nessuno potrà togliervi la vostra gioia”  (Gv 16, 20-22)

Buona Vita e un abbraccio a tutti! (posso farlo… è digitale)

Katia Botta


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Credits: foto tramite Google Immagini 

mercoledì 30 ottobre 2019

Perché il percorso Fiori di Bach e Coaching funziona?

Tutto ciò che crea insoddisfazione, vuoto, mancanza, porta alla perdita graduale del controllo della nostra vita mettendo in evidenza un problema

Se vuoi cambiare alcune cose nella tua vita e hai sempre rimandato perché…”non era il momento”, questo potrebbe essere proprio il momento giusto per iniziare con me un percorso di Fiori di Bach e Coaching.

Perché il percorso Fiori di Bach e Coaching funziona?
Perché c’è ascolto senza giudizio e si sviluppa attraverso un rapporto empatico positivo. Perché è uno stimolo di cambiamento altamente efficace che aiuta a far quadrare il bilancio della propria vita, aiuta a consapevolizzare i propri talenti, a mettere in risalto le doti, a riconoscere se stessi tal quale come siamo senza condizionamenti e quindi a migliorare i rapporti con gli altri per evitare qualsiasi relazione basata sull’attaccamento, sul controllo o sulla dipendenza o co-dipendenza affettiva, che impediscono di credere in se stessi e nelle relazioni con gli altri, fino ad arrivare a volte ad annullare se stessi.

Fare un percorso di Fiori di Bach e Coaching ti aiuterà a trovare nuovi significati, per ritrovare forza, coraggio e motivazione alla tua vita.

Dobbiamo vivere la vita secondo la legge dell’amore, perché l’amore è gioia e non serve a nulla se viene inteso come sofferenza!

Chi dice di amarti ma ti fa star male, fino a farti dubitare delle tue certezze, è semplicemente un manipolatore affettivo che crea un forte rapporto di dipendenza affettiva.

Ricorda: Quando muore dentro di te ogni tipo di dipendenza, di  attaccamento, nasce la libertà.

La libertà è il cibo dell'amore mentre l'attaccamento e la dipendenza sono il cibo della paura, distruttore dell'amore e della libertà. Paradossale, vero?

I Fiori di Bach armonizzano i sentimenti negativi che hanno causato il problema

È un metodo di cura che non ha alcuna controindicazione né effetti collaterali, e che può essere associato ad altre terapie

I disagi provengono sempre da:
Relazioni /Matrimonio
Famiglia
Lavoro

Relazioni malate con… generano Sentimenti malati di…

Ogni malessere viene generato dalle relazioni di conflitto con il partner, il marito, i figli, l’amica, il collega, la suocera, che generano a loro volta sentimenti di rabbia, gelosia, orgoglio, invidia, frustrazione, bassa autostima…

Ogni disagio, così come ogni malattia in termini energetici, viene da dentro. Perché il dolore del corpo è solo l’espressione del dolore dell’Anima.

Secondo la visione del Dr. Edward Bach la malattia “è la naturale conseguenza di disarmonia fra il nostro corpo e la nostra anima”

L’approccio terapeutico è incentrato sulla persona e non sulla malattia

Individuare i fiori significa cercare di vedere con gli occhi di chi soffre

Secondo gli insegnamenti del Dr. Edward Bach, il ragionamento da fare è quello analogico, cioè la cura del sintomo va ragionata secondo la cura del sentimento che sta alla base del sintomo, nonché la circostanza in cui si verifica, per poter somministrare i fiori che curano i sentimenti negativi che hanno causato il problema.

È la consapevolezza che guarisce

Qualsiasi avvenimento della nostra vita deve essere integrato con l'accettazione e la consapevolezza


Alcuni Esempi più comuni:

TOSSE IRRITANTE, si cura l’irritabilità della persona per far andar via la tosse. Se è una tosse da irritazione, così come per le intolleranze da cibi o allergie, si cura l’intolleranza della persona (fiore: Beech, il fiore dell’intolleranza)
CERVICALE: chi soffre ripetutamente di questo particolare dolore tende ad essere dominato da un'attività riflessiva esagerata e da una grande ostinazione. Segnali, questi, che rivelano una scarsa cedevolezza nei confronti delle proprie emozioni, del desiderio di lasciarsi andare, di abbandonarsi. (possibili fiori: Cerato (cervicalgia associata a cefalea per l'ansia e la tensione)   
Oak (miorilassante,efficace nelle contratture del m. trapezio sup dex.),  
Gorse (rivitalizzante, efficace nelle contratture del m. trapezio sup. sin) 
MAL DI SCHIENA: (fiori: Oak, se per eccessivo senso del dovere,  Elm se per il sovraccarico di responsabilità)
SONNOLENZA E STANCHEZZA:  Il fiore Hornbeam rappresenta la persona annoiata, stufa e stanca da quando si sveglia al mattino, che si  trascina addormentata tutto il giorno. (fiori: Clematis per mantenere il contatto con la realtà, per l’assenza, lo scollegamento, il disinteresse, Hornbeam per la mollezza, la stanchezza mentale, la routine, la noia. Hornbeam è considerato il caffè dei fiori)
STOMACO: i problemi allo stomaco riflettono dispiaceri di potere, ci si sente privati del proprio potere. Svalutazione da colpa, da critica.
GASTRITE: è collegata alla rabbia perché non ci sentiamo rispettati o apprezzati per quanto valiamo. Il nervosismo e i disagi emotivi sono spesso i responsabili. Il famoso "bruciore allo stomaco" parla della presenza di un fuoco che brucia all'interno, ma che non si esprime mai sotto forma di rabbia e ribellione. E’ una rabbia inespressa.
RABBIA: (fiori: Holly per le esplosioni di rabbia - Willow dirige la rabbia verso se stesso, si lamenta, si compiange, si sente vittima.)
ATTACCHI DI PANICO: Può sopraggiungere a chi si sente intrappolato in un legame o in una situazione che non riesce più a gestire, soprattutto non riesce più a “controllare”, vivendo dentro di sé una lotta conflittuale fra dipendenza ed indipendenza, spesso accompagnati da angoscia di separazione. Tutto ciò crea una pressione interna che sfocia nell’attacco di panico come risultato alla resistenza al cambiamento, al crescere; ma la nostra parte più profonda, quella spontanea, spesso inascoltata, emerge…

Il panico, come l’ansia nascono da un esagerato controllo di noi stessi e di chi ci circonda, è quella piccola ma importante parte di noi che facciamo tacere, che ingabbiamo, che non esprimiamo, ma che alla fine ingabbia noi stessi.

Paradossale dirlo ma gli Attacchi di panico vengono in nostro aiuto,  non sono da demonizzare, è il modo in cui il nostro cervello proprio come un “bodyguard” ci aiuta a comprendere le situazioni di pericolo. Bisogna arrivare a capire che nonostante percepiamo con tutti i sensi i sentimenti di pericolo, nella realtà non vi è una vera minaccia. Lo spiega bene lo psicologo Thomas A. Richards del Social Anxiety Institute: “Il disturbo di panico è in realtà una reazione naturale del corpo che avviene fuori dal contesto”, “Durante un attacco di panico, il corpo sperimenta gli stessi processi fisici che avrebbe se tu fossi davvero in pericolo. La differenza è che anche se ci si sente in pericolo, in realtà non lo si è”.  (possibili fiori: Rock Rose, Cherry Plum, Star of Bethlehem, Walnut, Gorse, Sweet Chestnut, Aspen, Rescue Remedy, Mimulus, Elm, ecc… A seconda delle emozioni che si vivono)

Gli eventi di vita scatenanti riferiti più comunemente provengono sempre dalle solite 3  situazioni:

Relazioni /Matrimonio
Famiglia
Lavoro


-matrimonio/convivenza/separazione
-lavoro/ problemi finanziari e lavorativi/ mobbing lavorativo/ stress da lavoro-Burnout/Dipendenza dal Lavoro
-famiglia/eccessivo senso del dovere, grande preoccupazione verso i nostri cari/ dal desiderio non soddisfatto di essere amato, compreso, ascoltato/la perdita o la malattia di una persona cara/dalla dipendenza economica/ l’essere vittima di una qualche forma di violenza, compreso il mobbing coniugale, ecc… 


Ogni problema contiene in se stesso la soluzione

Ma, come diceva Einstein: "Non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo"

A volte basta cambiare la prospettiva per acquisire un punto di vista diverso, e, di conseguenza, anche i risultati saranno diversi rispetto a quelli che hai ottenuto fino a quel momento.

Nella risoluzione dei problemi bisogna fare affidamento su 7 passi essenziali:

1)  Volontà di cambiare: vuol dire FIDARSI del proprio valore
2) Consapevolezza del problema: prendere coscienza del problema e definire l’obiettivo per il cambiamento
3) Valutazione del problema: a cui attribuire un valore emotivo e un valore attributivo (cioè un valore pratico, tenendo in conto i propri bisogni). Attribuire un giusto valore crea equilibrio
4) Priorità: Chiarire e definire le priorità per snellire il problema. Riduce l’ansia
5) Progettualità: Aiuta a ideare e programmare con creatività. E’ la visione del futuro, è motivazione, è la passione
6) Azione: la messa in pratica consolida i punti precedenti
7) Speranza: La speranza è il motore della motivazione, perché la speranza non si arrende mai ed è una grande forza specie se è sorretta dalla fede
La speranza vive dove vive la fede, nel sapere che non siamo mai soli.
Buona Vita nell’Amore! Todo por Amor!

Katia Botta

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Bibliografia:
Edward Bach, Guarire con i fiori, IPSA ed.
Edward Bach, Essere se stessi, Macro Edizioni
Edward Bach, Libera te stesso, Macro Edizioni
Mechtild Scheffer, Terapia con i Fiori di Bach, IPSA ed.
Terapia verbale- G.Mereu
Howard-Ramsell, Guarire con i Fiori di Bach, Tecniche Nuove

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