La nostra scelta più importante è il modo in cui decidiamo di vivere la nostra vita. La felicità è amore, nient’altro.

Katia Botta

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giovedì 3 dicembre 2020

Superare il #2020 fa #Curriculum

 



Superare il #2020 fa #Curriculum


Guardiamo il lato positivo!


Competenze acquisite durante la Pandemia:


#resilienza
#problemsolving
lavoro di squadra (acquisito in casa durante il #lockdown)
#capacitàcomunicative attraverso i social
lavoro in #team attraverso lo #smartworking
attento #selezionatore di contatti social
coltivatore di buone #relazioni
#distanzasociale di soggetti #pessimisti e/o disfattisti
#creatività
scoperta di nuovi #interessi
gestione dell'#economia interna  (#Master)
Incremento di aggiornamenti attraverso #webinar
gestione dello #stress
sviluppo della #fiducia
capacità di #ascoltare e stare in #silenzio
#empatia
#speranza e #ottimismo generato dalla #fede
attenti #osservatori della #natura
ritrovare nella #gratitudine la #semplicità della #vita.

Tutte queste qualità ci rendono  non solo candidati ideali per qualsiasi azienda o nei rapporti di lavoro,
ma persone migliori nelle relazioni.
C'è sempre qualcosa di buono in tutto ciò che accade...

Se volete, aggiungete altre qualità

Buona giornata a tutti 🥰

#Covid19


immagine dal web

lunedì 26 ottobre 2020

Posso adeguarmi, ma non voglio conformarmi



Posso adeguarmi a convivere con il virus del Covid19, alla mascherina, alle restrizioni dei  Dpcm, al sacrificio per la mancanza di un abbraccio, ma non voglio conformarmi alla violenza, al livore, l’aggressività, l’individualismo, l’egoismo, la superficialità, l’orgoglio, la superbia, l’ingordigia e a tutto ciò che non è generato dall'amore, dalle buone  relazioni e convivenza tra le persone e i popoli.

Allinearsi alla violenza porta ognuno di noi a diventare un piccolo "Giuda" che tradisce i valori della libertà, della  giustizia, della verità e dell'amore fraterno. La vera  lotta per la  libertà è cooperazione, solidarietà, unione umano di intenti e valori per il bene di molti, non di pochi. Solo se utilizziamo il dono del libero arbitrio e del discernimento dei nostri pensieri e delle nostre  azioni saremo davvero persone  libere e  vere.

Grandi uomini di  pace ci hanno insegnato che la libertà parte dalle nostre azioni personali, che le vere  rivoluzioni sono di ideali e non dettate dalla forza e dalla violenza. Chi è aggressivo, violento, ha dentro di sé le matrici della  paura e della rabbia. Chi è violento non è forte ha solo paura!

Basta alle azioni violente in piazza, basta con la violenza verbale e l’allarmismo nei programmi TV, basta con gli haters da tastiera, basta alle informazioni pilotate dei media e mainstream la cui missione ormai non è più quella di dare informazione ma di creare audience. L’allarmismo, la guerra d'informazione e la diversità  delle comunicazioni delle notizie non aiutano, anzi destabilizzano, creano confusione, incertezza e rabbia che a loro volta generano violenza dettata dalla paura. Spesso per alcuni non è la paura della morte, ma la paura di essere lasciati soli a se stessi, senza alcun supporto sociale, un senso di solitudine e di impotenza che genera paura più per i propri cari, per i propri figli che per se stessi.

Il  virus è  invisibile, ma l'essere  umano è  tangibile con tutte le sue necessità fisiche, morali ed economiche, con l’esigenza di una dignità che si conforma nel lavoro e con le sue  debolezze.

Le azioni di violenza e il seme della  paura hanno l'intento di sradicare la visione del  futuro e della speranza, valori  insiti nell'uomo che fanno parte non solo dell'istinto di sopravvivenza ma della fede. Non lasciamoci destabilizzare, non perdiamo la speranza, anzi combattiamo ideologicamente e con la nostra fede per ravvivare la speranza di una società migliore, non lasciamoci sopraffare da condizionamenti o dai soprusi sociali ma continuiamo a piantare i nostri  alberi di  speranza, di verità, dignità e coraggio.

Come usava dire Martin Luther King: "Anche se sapessi che domani il mondo andrà a pezzi, pianterei comunque il mio albero di mele".

 

Facciamo nostre le parole di Mahatma Gandhi, uno dei più grandi rivoluzionari pacifisti:

"Se potessimo cancellare l’«Io» e il «Mio» dalla religione, dalla politica, dall’economia ecc., saremmo presto liberi e porteremmo il cielo in terra. Il genere umano può liberarsi della violenza soltanto ricorrendo alla non-violenza. L’odio può essere sconfitto soltanto con l’amore. Rispondendo all’odio con l’odio non si fa altro che accrescere la grandezza e la profondità dell’odio stesso".

 

Katia Botta, Cognitive Coach - Naturopata

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Immagine dal web

 


domenica 12 aprile 2020

Buona Pasqua. Non sentirti solo ma cogli il significato della tua solitudine

Non sentirti solo ma cogli il significato della tua solitudine, può essere la via della tua Resurrezione

Buona Pasqua a tutti, soprattutto a tutti coloro che si dedicano alle persone che sono più in difficoltà e a tutte le persone sole o che vivono sentimenti di solitudine e di tristezza. Possa questa Pasqua essere di conversione e resurrezione per un sostanziale cambiamento interiore e sociale.

Quest’anno sarà una Pasqua un po’ speciale per le esigenze della quarantena, per molti non vissuta in famiglia o con amici.

A tutti coloro che la trascorreranno da soli e che con fatica e coraggio in questo lungo periodo stanno guardando dentro se stessi dove un tumulto di pensieri, emozioni e sentimenti si susseguono e si arrovellano su se stessi, desidero ricordare alcune frasi su cui meditare:

Fabrizio De André: “La solitudine può portare a forme straordinarie di libertà”.

Papa Francesco: “Dalla solitudine ci si rialza non chiudendosi in sé stessi, ma invocando il Signore, perché il Signore ascolta il grido di chi è solo”.

Lo scrittore portoghese Josè Saramago in merito alla solitudine scrisse: "La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice."


Cari Auguri di un Santa Pasqua e non sentirti solo/a ma cogli il significato della solitudine che stai vivendo per raccogliere nuove forze per continuare a sostenere la “Vita”. Allora la tua solitudine assumerà un significato diverso, sarà il luogo dove il vecchio io muore, dove i vecchi paradigmi si sgretolano e non hanno più significato, all’inizio potrai sentirti destabilizzato/a, ma poi dentro di te si aprirà una nuova luce che porterà alla trasformazione del tuo essere, della tua nuova vita, di una nuova libertà interiore e di scelte, e aiutato/a dalla presenza di Dio può essere la via della tua Resurrezione.

Quando non camminiamo nella presenza di Dio soffriamo una profonda solitudine, ma la nostra solitudine sarà cambiata in un tempo di speranza per le cose che Dio ha preparato per noi.

Santa Pasqua, Pace a te.
Katia Botta

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Immagine Lory Portka art

lunedì 6 aprile 2020

Ogni punto di svolta ci porta alla trasformazione

“Credo che nella vita di ciascuno esista un innegabile punto di svolta, una serie di circostanze che all'improvviso cambiano tutto”
( Nicholas Sparks)

In questi ultimi giorni si parla spesso di “Punto di svolta”: punto di svolta nella gestione dell’epidemia Covid19, dei farmaci, dell’economia, per il progetto europeo, dell’area digitale, punto di svolta nel processo di riorganizzazione del lavoro, della ricerca, ecc… Tutto ciò mi ha riportato alla mente il libro “Il punto di svolta” di Fritjof Capra scritto durante la crisi economica e sociale dei primi anni 1980 in cui l’autore sostiene che la crisi dipende dalla nostra ostinazione teorica e come soluzione  indica che: “Solo un superamento del riduzionismo ispirato a una visione olistica, ecologica del mondo potrà aiutarci a sciogliere i nodi problematici del nostro tempo”.


Cos’è una visione olistica?

Avere una  Visione olistica vuol dire  avere la Visione del Tutto, una Visione Globale dell'essere umano in quanto tale e delle sue interrelazioni con la realtà, per arrivare a ciò occorre avere esperienza nel processo cognitivo, cioè nell'approccio aperto a relazioni diverse da quelle consolidate nell'ambiente circostante. Un processo cognitivo per esempio è “l’attenzione” che permette di selezionare alcuni stimoli ambientali tra i molti disponibili ad un dato momento e di ignorarne altri.

Detto ciò ritorniamo al Punto di Svolta…

Il punto di svolta si verifica quando una nuova forza modifica il modo in cui affrontiamo nuovi eventi ed esperienze.

La chiave per sopravvivere nella tempesta di questo enorme cambiamento che stiamo vivendo, dove i vecchi paradigmi di pensiero non saranno più accettabili, è la nostra personale percezione dell’evento che si traduce nella capacità di resilienza che, oltre ad essere nostro alleato per il superamento di questo cambiamento epocale, ci aiuterà anche a fronteggiare cambiamenti esistenziali personali. La resilienza diventa quindi un processo di apprendimento attraverso il quale con un atteggiamento propositivo  abbiamo la possibilità di risollevarci dalle difficoltà prodotte sia da eventi negativi, anche traumatici, che dal cambiamento che ne deriva, riorganizzando positivamente la nostra vita dinanzi alle difficoltà. Con la visione resiliente, in pratica, non è l’evento che definisce l’importanza del fatto in sé, ma come reagiamo al verificarsi dell’evento.

Come comportarsi al verificarsi di un evento negativo?

Di fronte al qualsiasi evento negativo la prima cosa da fare è accettare la realtà della situazione per poi decidere in modo consapevole e centrato come reagire alla circostanza, impegnando la nostra energia sulla risoluzione del problema più che soffermarsi sul problema stesso.

Nessun problema è stato mai risolto piangendosi addosso, rimanendo fermi davanti alla difficoltà o utilizzando atteggiamenti vittimistici, questo è un atteggiamento passivo che determina staticità, rigidità e contrapposizione alla forza contraria: è ciò che si definisce resistenza, il classico tipo “mi spezzo ma non mi piego”, ma chi fa resistenza è solo testardo, manca dell’aspetto cognitivo, non si nutre né di riflessione né di ragionamenti, non instaura un rapporto empatico, ma in modo ostinato rimane fermo sui suoi passi negandosi la possibilità di andare avanti per progredire o cambiare direzione.

Al contrario essere resilienti vuol dire adottare un atteggiamento propositivo e costruttivo di fronte al problema, dando vita a una dinamica flessibile che ci aiuta ad avanzare nonostante le avversità.



Risolvere il conflitto

Puoi anche dedicare qualche minuto o mezza giornata a piangere o a  compiangerti sul problema, ma poi impegna tutte le tue risorse sulla risoluzione del problema, in questo modo toglierai energia al problema stesso dando spazio alle tue risorse, ai tuoi talenti e troverai gli strumenti adatti per superarlo. In questo modo diventerai più flessibile, come un’aquila allargherai la tua veduta modificando la prospettiva, inoltre applicando processi dinamici come le abilità di coping, (le strategie mentali e comportamentali che una persona mette in atto per gestire/fronteggiare situazioni problematiche) e l’intelligenza emotiva, ovvero convivere con le emozioni proprie e degli altri,  saprai gestire meglio le tue emozioni per comprendere quelle degli altri: autocontrollo, empatia e attenzione agli altri sono la base di qualsiasi relazione vincente, risoluzione dei conflitti ed eventi stressanti.

Fu nel 1995 che Daniel Goleman rese popolare il concetto di Intelligenza Emotiva definendola:

“La capacità di motivare se stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione, di modulare i propri stati d'animo evitando che la sofferenza ci impedisca di pensare, di essere empatici e di sperare”.

John C. Maxwell scrittore, speaker motivazionale, uno dei massimi esperti mondiali in tema di leadership è solito affermare che:

“La vita è il 10% ciò che ti accade e per il 90% come tu reagisci alle cose che ti accadono”

Il silenzio come una strategia di resilienza 
Nelle avversità ricordiamoci sempre che per ritrovare noi stessi è necessario silenzio, anche il silenzio si può considerare come una strategia di resilienza.  Ricordando le parole di Don Tonino Bello:

“Dobbiamo riservare lunghi spazi al silenzio. Non rimarranno vuoti, Dio li riempirà della sua presenza”.
Buona Vita!
Katia Botta


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giovedì 19 marzo 2020

#Covid19: A volte, una paura più grande fa sparire le nostre piccole paure


La paura è tutto ciò che ostacola la nostra libertà


A volte, una paura più grande fa sparire le nostre piccole paure quotidiane donandoci il coraggio di riprendere in mano la nostra vita.

La nostra libertà è stata bloccata dalla paura del #Covid19 dove dolore e preoccupazioni hanno preso il sopravvento del vivere quotidiano. Tutti diciamo #iorestoacasa ma dentro di noi c’è una grande voglia di uscire, perché ostacolati nella nostra libertà di azione. Questa negazione della libertà per alcuni è stato un bene ha sollecitato il desiderio di uscire a chi, preso dalle proprie paure personali è stato rinchiuso per troppo tempo nella propria #comfort zone, ha suscitato di nuovo il desiderio della vita, della luce del sole, del desiderio di fare una semplice passeggiata, delle relazioni ormai perse da tempo.

Continuo a dire che c’è e ci sarà qualcosa di buono in tutto ciò che sta accadendo, bisogna solo attendere e contribuire al cambiamento.

La paura blocca, paralizza, ma è l’antitesi della verità, perché nega tutto ciò che realmente siamo. Quindi prendiamo le giuste precauzioni ma non dimentichiamo la bellezza della verità, la verità dell'amore, la verità di chi siamo, la verità dell’altro, la verità dell’indifferenza e la verità della responsabilità.

“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. (Vangelo Giovanni 8,32)

Buona vita! #Andràtuttobene

 Katia Botta


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Katia Botta



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