La nostra scelta più importante è il modo in cui decidiamo di vivere la nostra vita. La felicità è amore, nient’altro.

Katia Botta

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giovedì 11 agosto 2016

Ama sulle ali del vento


L’amore è un cielo aperto.
Essere in amore significa essere sulle ali del vento.
L’amore non è solo uno scambio di affetti e emozioni, ma anche crescita reciproca e arricchimento personale che conduce all’amore maturo tra due persone, indipendenti, autonomi e con il senso del proprio Se’, ovvero con una acquisita autonomia affettiva. (nel prossimo post parlero’ di questo argomento in modo piu’ dettagliato). Quando non sussistono questi elementi è facile scambiare l’amore con  la paura della solitudine, dell’abbandono, l’attaccamento emotivo, tutto cio’ crea dipendenza affettiva. Ma avviene qualcosa di peggiore quando si cade nella trappola dell’ “io ti salverò”, “io ti aiutero’ a cambiare e a risolvere i tuoi problemi con il mio amore”, in pratica la “sindrome della crocerossina”, e questo vale per ambedue i sessi. Chi affronta un rapporto di amore in questo modo, in realta’ non si rende conto che il suo atteggiamento nasconde un bisogno di attenzione, di essere amati e apprezzati, ma anche di onnipotenza (“IO ti salvero’!), che non crea altro che dipendenza. Spesso le carenze affettive che hanno prodotto ferite nel nostro passato, generano nell’adulto dipendenze affettive  che servono a colmare quei vuoti e spesso si trasformano in massacranti giochi di potere all’interno della coppia. L’Amore è un’altra cosa……

In questo posto ho raccolto alcune delle piu’ belle espressioni del libro Con Te e Senza diTe, un libro che riflette sul tema dell'amore, affrontato in tutti i suoi aspetti spirituali e fisici e in tutte le sue forme, dal punto di vista affascinante e rivoluzionario di  Osho il grande mistico indiano. 

Buona lettura e Buon Ferragosto a tutti!  
Amatevi sulle ali del vento e traboccate amore!
Katia Botta

L’amore non è un bisogno, ma un traboccare… L’amore è un lusso. È abbondanza. Significa possedere così tanta vita che non sai più cosa farne, quindi la condividi. Significa avere nel cuore infinite melodie da cantare; che qualcuno ascolti o no è irrilevante. Anche se nessuno ascolta, devi comunque cantare, devi danzare la tua danza.
Come puoi dare se non hai? E come puoi traboccare se sei vuoto? L’amore è un traboccare: quando possiedi più di quanto hai bisogno, solo allora puoi dare.
L’uomo matura nel momento in cui comincia ad amare piuttosto che ad avere bisogno. Comincia a traboccare a condividere, comincia a donare. La differenza è fondamentale.
L’uomo che ama se stesso compie il primo passo verso l’amore autentico.
L’amore è una gioia che straripa. Se sei annoiato con te stesso che gioia protrai mai condividere con l’altro?
Coloro che amano si sentono riconoscenti per il fatto che il loro amore sia stato accettato. Si sentono riconoscenti perché erano così colmi di energia che avevano bisogno di qualcuno in cui riversarla. Quando un fiore sboccia e dona la sua fragranza al vento, si sente grato al vento perchè la fragranza gravava sempre più intensamente su se stesso.
L’amore conosce solo il dare, senza mai chiedere nulla in cambio; è condivisione senza condizioni…
Mettiti al servizio dell’amore autentico, cioè dell’amore al suo livello più puro, dona, condividi tutto ciò che hai, e godi nel condividere. Non farlo come un dovere, perchè in tal caso tutta la gioia sparirebbe, e non pensare che stai facendo un favore all’altro, non pensarlo mai, nemmeno per un momento; al contrario quando qualcuno riceve il tuo amore, “tu” hai la sensazione di ricevere un favore. L’amore è grato di essere stato ricevuto.
L’amore non desidera mai né ricompense né ringraziamenti. Se dall’altra parte arriva della gratitudine, l’amore è sempre sorpreso; è una piacevole sorpresa, perché non c’erano aspettative.
Le persone mature in amore si aiutano a essere libere, l’amore lascia posto alla libertà; non solo le lascia posto, la rafforza. Qualunque cosa distrugga la libertà non è amore. Deve trattarsi di altro, perchè amore e libertà vanno a braccetto, sono due ali dello stesso gabbiano.
E quando l’amore fluisce nella libertà c’è bellezza.
Quando l’amore fluisce nella dipendenza c’è bruttezza.
Ricorda, la libertà è un valore più alto dell’amore. Quindi se l’amore distrugge la libertà, non ha alcun valore.
L’ego e l’amore non possono esistere insieme. Sono come la luce e l’oscurità: quando viene la luce, l’oscurità si dissolve. Se ami te stesso, ti sorprenderai: l’amore per se stessi implica la scomparsa del sé. Nell’amore per se stessi non esiste mai un sé. Questo è il paradosso: l’amore per se stessi è totale assenza di sé. Non è egocentrismo; perché ogni volta che esiste la luce non c’è alcuna oscurità, e ogni volta che esiste amore non c’è alcun sé.
Le persone immature che cadono in amore distruggono a vicenda la propria libertà, creano un legame, una prigione.
Ogni crescita ha bisogno d’amore, ma di amore incondizionato. Se l’amore reca in se’ delle condizioni, la crescita non puo’ essere totale, perchè quelle condizioni saranno di ostacolo. Ama incondizionatamente!



 


Con Te e Senza di Te-Una nuova visione delle relazioni umane- Osho



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Buona Vita! Katia Botta
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venerdì 22 luglio 2016

Il vuoto serve a ricordarti che non sei tu il protagonista

“Va col vuoto tra le mani, prima devi avere conosciuto il sapore del vuoto, poiché questo è tutto”

«Ci sono due tipi di vuoto. Il vuoto che cerco io è fatto di buio, di nulla, è una dimensione dove non ci sono pensieri. Se, per esempio, mi trovo a dover prendere una decisione, chiudo gli occhi e cerco il vuoto. (…) Poi c’è il vuoto che viene da sé, spontaneamente: e questa è un’ottima cosa! Per esempio quello dei bambini che si distraggono molto, che si incantano; oppure quello dal quale, silenziosamente, senza chiedere il tuo parere, senza pensieri, si forma incessantemente la persona che sei. Una sorgente sconosciuta che sta realizzando te, sta facendo il tuo essere come va fatto, e per la quale la tua opinione conta meno di niente. (…) Ecco a cosa serve il vuoto: a ricordarti che non sei tu il protagonista, che c’è qualcosa che ti sta creando e sa cosa fare, quando piangere, quando ridere, quando fare l’amore, quando irritarsi…E’ chiaro che non ha modelli, segue un suo stile, cos’altro dovrebbe fare? Mentre tu insisti a mettere paletti: vado bene, non vado bene, sono giusto, sono sbagliato, ieri ho fatto così, dovevo fare diversamente, e poi ho avuto un’infanzia difficile, mi maltrattavano…Ma così chiedi al tuo artefice di rispettare una serie di codici che non sono i suoi: sarebbe invece un’ottima cosa lasciar perdere tutto e affidarsi totalmente al vuoto. (…)Quanto più vuoto realizziamo in noi, tanto più sapere innato attingiamo. 
L’operazione da fare quando stiamo male è molto semplice: basta ricordarsi che c’è un luogo segreto dentro di noi, il nostro spazio vuoto. In quel silenzio invisibile che ci abita, là dove non ci conosciamo, c’è la nostra essenza e assieme la guarigione da ogni disagio. Perché siamo, principalmente, proprio ciò che non vediamo di noi stessi. In quel silenzio rarefatto e invisibile che abita ognuno di noi c’è la prevenzione, la cura, la soluzione dei nostri disagi. (…) Nascondersi è annullarsi, prendere le distanze dal conosciuto, disidentificarsi. Nascondersi è curarsi, rigenerarsi, lasciar fare al Sé. Non c’è seme nell’universo che non si occulti per creare la vita di una pianta, di un animale, di un uomo. Nascondersi è la ricetta di tutte le ricette. Qualsiasi cosa accada, qualsiasi problema ti affligga, tu nasconditi…e rifugiati nel vuoto. (…) Dio si occulta e, quando noi immaginiamo uno spazio vuoto, misterioso e nascosto, le forze cosmiche sono più che mai al nostro fianco. (…)
Ogni tanto faremmo bene a chiederci “Quanto «vuoto» c’è stato nella mia giornata?” (…). I miei pazienti sono sulla strada giusta quando non cercano di risolvere quelli che chiamano “i loro problemi”.
“Non devo salvare il mio matrimonio” oppure “non devo cambiare vita” sono alcune delle frasi che permettono all’anima di compiere i suoi prodigi, di produrre i suoi effetti terapeutici. Il vuoto ha più poteri di qualsiasi ragionamento, di qualsiasi farmaco, di ogni sforzo di volontà.  
(La dottrina Zen del Vuoto Mentale - di D.T.Suzuki)

Svuota il secchio
«Va col vuoto tra le mani, poiché questo è tutto. Questo è il mio dono. Se riesci a portare il vuoto tra le tue mani, allora ogni cosa diventa possibile. Non portarti dietro i tuoi pensieri, la tua conoscenza, non portarti dietro niente di ciò che riempie il secchio, e che non è altro che acqua, perché altrimenti guarderai sempre e solo il riflesso, e nient’altro. Nella ricchezza, nei beni materiali, nella casa, nell’automobile, nel prestigio, tu non vedrai che il riflesso della luna piena nell’acqua del secchio, mentre la luna vera è li, in alto, che ti aspetta da sempre. Lascia cadere il secchio, cosi che l’acqua sfugga via, e con essa la luna. Solo questo ti permetterà di alzare lo sguardo e vedere la vera luna nel cielo; ma prima devi avere conosciuto il sapore del vuoto, devi lasciar cadere il secchio della tua mente, dei tuoi pensieri: non più acqua, né luna. Il vuoto nelle mani» (Osho, Dieci Storie Zen)






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