La nostra scelta più importante è il modo in cui decidiamo di vivere la nostra vita. La felicità è amore, nient’altro.

Katia Botta

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lunedì 23 aprile 2018

L’Angelo del Signore portava il bimbo in cielo. Dedicato al piccolo Alfie Evans

Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato. Abbi rispetto della sua presenza, ascolta la sua voce e non ribellarti a lui. (Esodo 23,20-23)
Tutto questo veniva raccontato da un angelo del Signore, mentre portava un bambino morto in cielo.

 L’Angelo
Ogni volta che un bambino buono muore, scende sulla terra un angelo del Signore, prende in braccio il bimbo morto, allarga le grandi ali bianche e vola in tutti i posti che il bambino ha amato, poi coglie una manciata di fiori, che porta a Dio, affinché essi fioriscano ancor più belli che sulla terra.
Il buon Dio tiene i fiori sul suo cuore, ma a quello che ha più caro di tutti dà un bacio, e questo riceve la voce e può cantare nel coro dei beati.
Tutto questo veniva raccontato da un angelo del Signore, mentre portava un bambino morto in cielo, e il bambino lo sentiva come in sogno; allora volavano per la casa nei luoghi dove il bambino aveva giocato, e poi nei deliziosi giardini pieni di fiori bellissimi.
"Quale dobbiamo prendere da piantare in cielo?" Chiese l'angelo
Nel giardino si trovava un alto roseto ma un uomo cattivo aveva spezzato il fusto, così tutti i rami, pieni di gemme sbocciate a metà si erano piegati e appassivano.
"Povera pianta" Disse il bambino
"Prendi quella , così potrà fiorire presso DIO"
E l'angelo raccolse quella pianta, e diede un bacio al bambino così egli aprì un po' gli occhietti. Colsero quei magnifici fiori ma presero anche la disprezzata calendula e la selvatica viola del pensiero.
"Adesso abbiamo i fiori!"
Ma ancora non volarono verso Dio.
Era notte e c'era silenzio; rimasero nella grande città e volarono in una delle strade più strette, dove si trovava un mucchio di paglia, cenere e spazzatura: c'era stato un trasloco; dappertutto c'erano pezzi di piatti, pezzi di gesso, cenci e vecchi cappelli sgualciti, tutte cose molto brutte.
L'angelo indicò in quella confusione, alcuni cocci di un vaso di fiori; lì vicino c'era una zolla di terra che era caduta fuori dal vaso, ma che era rimasta compatta a causa delle radici di un grande fiore di campo appassito, che non valeva più nulla e per questo era stato gettato.
"Portiamolo con noi " Disse l'angelo
"Poi mentre voliamo ti spiegherò il perché"

E così volarono e l'angelo raccontò:
Laggiù in quella strada stretta, in un seminterrato, viveva un povero ragazzo ammalato; fin da piccolo era rimasto sempre a letto, quando proprio si sentiva bene poteva camminare per la stanza con le stampelle, ma non poteva fare altro. In certi giorni d'estate i raggi del sole arrivavano per una mezz'ora nella stanzetta del seminterrato; allora il ragazzino si metteva seduto a sentire il caldo Sole su di lui e guardava il sangue rosso che scorreva nelle sue dita sottili che teneva davanti al viso; in quei giorni si poteva dire:
"Oggi il piccolo è uscito!"
Conosceva il verde primaverile del bosco solo perché il figlio del vicino gli portava il primo ramo di faggio con le foglie e se lo alzavano sul capo.
Sognava di trovarsi sotto i faggi col sole che spandeva e gli uccelli che cantavano. Un giorno di primavera il figlio del vicino gli portò anche dei fiori di campo, e tra questi ce n'era per caso uno ancora con le radici: perciò fu piantato in un vaso e messo sulla finestra vicino al letto.
Il fiore piantato da una mano amorevole crebbe mise nuovi germogli e ogni anno fiorì. Questo divenne il giardino meraviglioso del ragazzo malato, il suo piccolo tesoro sulla Terra. Lo bagnava e lo curava e si preoccupava che ricevesse anche l'ultimo raggio di Sole che penetrava dalla bassa finestrella. Il fiore cresceva anche nella fantasia del ragazzo, perché fioriva per lui, per lui emanava il suo profumo e gli rallegrava la vista.
E quando il Signore chiamò il ragazzo, egli si volse, morendo, verso quel fiore. Da un anno è ormai presso Dio e per un anno intero il fiore è rimasto abbandonato sulla finestra ed è appassito. Per questo è stato gettato tra la spazzatura durante il trasloco.
E proprio quel povero fiore noi l'abbiamo messo nel nostro mazzo, perché quel fiore ha portato più gioia che non il più bel fiore del giardino reale.
"Ma come mai sai tutte queste cose?. " Chiese il bambino che l'angelo portava in cielo.
"Lo so perché ero io stesso quel povero ragazzo malato che camminava con le stampelle!!" Spiegò l'angelo. "E conosco bene il mio fiore"
Il bambino spalancò gli occhi e guardò il viso bello  e felice dell'angelo; in quel momento giunsero in cielo dove c'era gioia e beatitudine.
Dio strinse al cuore il bambino morto e subito gli spuntarono le ali, come all'altro angelo e volarono via insieme, tenendosi per mano.
Dio strinse al cuore il mazzetto di fiori e baciò quel povero fiore di campo appassito, che subito ebbe voce e cantò con tutti gli angeli che volavano intorno a Dio; alcuni vicinissimi altri in grandi cerchi intorno a Lui, e altri ancora molto più lontani nell'infinito, ma tutti ugualmente felici.
Tutti cantavano piccoli e grandi, anche il bambino buono e benedetto, e quel povero fiore di campo che era appassito e era stato gettato nella via stretta e buia, tra la spazzatura di un trasloco.

Hans Christian Andersen

Tratto da: Andersen Fiabe -  Ed. Mondadori
Immagini dal web

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mercoledì 21 dicembre 2016

La forza vibrante dell’Arcangelo Gabriele e il solstizio d'inverno

Gabriele, risvegliatore spirituale, porta intuizioni e nuove aspirazioni


Con il  Solstizio d’Inverno è iniziata la fase di crescita interiore che porterà in primavera alla rinascita.

Ad ogni cambio di stagione corrispondono altrettante festività che si succedono nel corso dell’anno, ognuno di esse possiede un significato spirituale ed è collegato ad un Arcangelo. Il solstizio d’inverno segna l’inizio dell’inverno ed è collegato alla festività del Natale, è presieduto dall’Arcangelo Gabriel che irradia l’atmosfera terrestre dalle altezze con amore, cullando la natura nel suo sonno invernale. Gabriele è l’Arcangelo del Natale è preposto a portare nell’uomo tutte le forze della nutrizione, l’importanza di Gabriele è, dunque, basilare perché presiede alle forze del nutrimento, dalle quali poi si sviluppano le forze del risanamento (Raffaele), quindi le forze spirituali del pensiero (Uriele) e, infine, le forze di movimento (Michele).





Stagione              Nel Microcosmo                 Nel Macrocosmo
Inverno            Gabriele                         Uriel
Primavera        Raffaele                         Michele
Estate              Uriel                               Gabriele
Autunno          Michele                         Raffaele




Nel ciclo delle stagioni, la Natura rinnova se stessa, così come l’interiorità dell’essere umano:
    Gabriel: forze della nutrizione;
    Raphael: forze della guarigione;
    Uriel: forze del pensiero;
    Michael: forze del movimento.

 Gabriele nella visione Metafisica


Le forze della nutrizione nel metabolismo trasmutano in forze della guarigione nella respirazione. Le forze della guarigione si trasmutano in forze del pensiero nella testa e queste in forze del movimento nelle membra.

Gabriel porta dal cosmo le “forze della nutrizione” nell’interiorità umana durante la metà dell’estate. Queste stesse forze vengono poi passate a Raphael durante l’autunno, mentre egli penetra nel respiro umano, affinché  si combinino con il processo di respirazione per divenire “forze della guarigione”. Questa combinazione di vibranti forze della nutrizione con il nostro processo respiratorio è uno dei grandi segreti delle tradizioni spirituali. Le “forze della guarigione” sono quindi passate a Uriel durante l’Inverno, mentre penetra in seno all’umanità. Le forze della guarigione ascendono alla testa dell’uomo, dove divengono forze del pensiero e della percezione sensoria. Michael infine riceve queste forze da Uriel, attraverso il ferro cosmico degli sciami meteorici della fine dell’estate. Questo ferro dinamizza l’atmosfera astrale della Terra, formando la Spada di Michael, ricacciando gli spiriti della materia nel centro della terra e così le forze del pensiero divengono forze del movimento nelle mani e gambe.
Questo passaggio di forze da un Arcangelo all’altro, è immaginativamente rappresentato da un calice dorato, il Graal. Dentro di esso le forze cosmiche trasfuse nell’interiorità umana trasmutano alchemicamente una nell’altra incessantemente, man mano che il Graal viene passato dalle mani di un Arcangelo all’altro.
“Gabriele, come arcangelo di comunicazione, spesso annuncia ciò che è all’orizzonte, e dirige come un manager o un direttore d’orchestra le nuove imprese legate al proprio scopo dell’anima”. (Doreen Virtue)


Gabriele nella visione antroposofica


L’inverno è la stagione di Gabriele. E’ importante vivere le stagioni in modo non solo esterno ma anche animico affinché, come scrive Rudolf Steiner, l’uomo partecipi interiormente allo svolgersi del corso dell’anno. In questo periodo che segue il solstizio d’inverno siamo passati dall’autunno all’inverno, da Michele a Gabriele: è finita la fase di crescita esteriore ed è iniziata la fase di crescita interiore che porterà in primavera alla rinascita. L’autunno è stata la stagione di Michele: il calore dell’estate, elemento primigenio della nostra evoluzione, inizia il viaggio di ritorno all’interno della terra, per permettere al seme caduto nel suo seno di mantenersi durante l’inverno allo scopo di rigenerare nuovamente in primavera. E’ in autunno che Michele ha cominciato la sua discesa affinché le sue forze arrivino poi a compenetrare completamente la terra nella stagione primaverile, quella del rifiorire. Mentre il ciclo avviato dalla primavera (Raffaele) è “dalla vita alla morte” (è un tempo in cui siamo tutti proiettati fuori di noi, all’esterno), il ciclo che è cominciato con Michele, in autunno, è “dalla morte alla vita” (ritorniamo dentro, su noi stessi e nella nostra interiorità, per poi rinascere “a nuova vita”). E l’inverno appartiene a questa polarità, è la stagione di Gabriele, l’Arcangelo del Natale “che tesse nelle nubi invernali e nella bianca veste di neve”, e che è preposto a portare nell’uomo (successivamente, durante l’estate che arriverà) tutte le forze della nutrizione. L’importanza di Gabriele è, dunque, basilare perché presiede alle forze del nutrimento, dalle quali poi si sviluppano le forze del risanamento (Raffaele), quindi le forze spirituali del pensiero (Uriele) e, infine, le forze di movimento (Michele). L’alimentazione è la base perché l’intero ciclo prenda avvio! Steiner sottolinea ripetutamente che bisogna riconoscere l’importanza propulsiva ed iniziatrice delle forze di Gabriele (nutrizione) e che quindi “occorre volgere lo sguardo alla trasformazione che le sostanze esteriori subiscono nel sistema nutritivo” perché “le forze nutritive metamorfosate sono forze risanatrici”. “Chi comprende bene la nutrizione comprende l’inizio del risanamento!” conclude Steiner. Il dottor Ehrenfried Pfeiffer, a Dornach, una volta chiese a Rudolf Steiner: “Perché nell’epoca attuale le persone sono incapaci di evolversi e di agire in accordo con tutto quanto hanno imparato e con ciò che sembrano conoscere?”. Steiner rispose: “Questo è un problema di alimentazione…”.
Gabriele nella tradizione cristiana


Quando una persona sceglie l’Arcangelo Gabriele come guida spirituale personale, ha deciso di fare chiarezza nella propria vita e di fissarsi un obiettivo maestoso. L’Arcangelo, in questo caso, aiuta chi ha deciso di affidarsi a lui lungo il percorso dell’esistenza terrena, aprendo gli occhi e scoprendo insieme quali sono le volontà e le esigenze da soddisfare. Sorprendente, non è vero?
Il nome deriva dall’ebraico e significa: “La forza di Dio” “Dio è forte”, o anche “l’eroe di Dio”. È il primo ad apparire nel Libro di Daniele della Bibbia. Era anche rappresentato come “la mano sinistra di Dio”. I cristiani credono che abbia predetto la nascita di Giovanni Battista e di Gesù, e i musulmani credono che sia il tramite attraverso cui Dio rivelò il Corano a Maometto.
Nella tradizione biblica è a volte rappresentato come l’angelo della morte, uno dei Messaggeri di Dio: anche come angelo del fuoco e della neve, che impugna la spada.
    Il Talmud lo descrive come l’unico angelo che può parlare siriaco e caldeo.
    Nell’Islam, Gabriele è uno dei capi Messaggeri di Dio.
    Nella tradizione cristiana è conosciuto come uno degli arcangeli.
Secondo la tarda leggenda, è anche l’angelo non identificato del Libro della Rivelazione (Apocalisse di Giovanni) che soffia il corno annunciando il Giorno del Giudizio. Sia per i cattolici sia per gli ortodossi, è San Gabriele l’Arcangelo, conosciuto come il santo patrono dei lavoratori delle comunicazioni. Come tale è ricordato il 29 settembre.
Gabriele compare anche in vari scritti apocrifi dell’Antico e del Nuovo Testamento. Il Dizionario delle Creature spirituali (in I mondi ultraterreni di Giordano Berti, Milano 1998) riporta l’immagine battagliera di quest’angelo descritta nel Libro di Enoch etiope; da qui deriva un’iconografia diffusissima presso i cristiani ortodossi, che rappresentano Gabriele mentre trafigge il demonio con una lancia.
L’Arcangelo Gabriele ha sempre avuto nell’ambito delle Sacre Scritture, compreso il Corano, il compito di annunciatore, messaggero, divulgatore della Parola di Dio nei confronti dell’umanità; egli si manifesta in prevalenza per annunciare l’incarnazione e la nascita di fanciulli molto speciali… Il suo ruolo è particolarmente legato alla sfera della maternità. Le nascite annunciate da Gabriele non sono mai comuni, avverranno sempre in un ambito di prodigio, e i bambini che nasceranno avranno dinanzi a sé un grande compito da svolgere.
Oltre al ruolo di annunciatore, Gabriele pare avere anche un compito importante nella protezione dei fanciulli “speciali” che ha accompagnato dal cielo al ventre delle madri. Ferma la mano di Abramo che sta per sacrificare il piccolo Isacco. Fa sgorgare l’acqua per dissetare il piccolo Ismaele nel deserto. Avvisa Giuseppe di levarsi e fuggire col bambino perché Erode lo cerca per ucciderlo. Da tutto questo, Gabriele può essere ben definito come il custode della creatività espressa in tutti i campi dello scibile: è colui che apre la mente dell’uomo alla comprensione del genio e della bellezza, colui che fa appunto “concepire” le idee, poiché a lui attiene tutto quanto concerne il concepimento, sia sui piani fisici che su quelli puramente astratti. Gabriel, dunque, agendo attraverso le Legioni dei suoi Angeli, estende il suo dominio su tutto quanto concerne la creazione fisica e spirituale di un nuovo Essere.

Confidare negli angeli come saggi custodi e amorevoli guide, e intrattenere con le creature celesti un rapporto di amichevole familiarità significa poter contare sul loro appoggio quando la nostra inadeguatezza ci fa sentire impotenti dinanzi a complesse e spinose questioni personali o alle dolorose e strazianti tragedie che si verificano nel mondo. Invocare l’assistenza angelica può miracolosamente contribuire alla soluzione dei problemi del pianeta e del nostro quotidiano, e in particolare l’intercessione di Gabriele consente alla saggezza divina di illuminare il nostro cammino quando le circostanze e gli eventi ci impongono scelte che evidenziano la nostra umana fragilità e il nostro bisogno di aiuto.


Gabriele, risvegliatore spirituale, porta intuizioni e nuove aspirazioni.

L’Arcangelo Gabriele, l'angelo messaggero di Dio, dell’Annunciazione alla Vergine Maria, angelo della grazia della maternità, a differenza degli angeli custodi, invocati solo in caso di necessità, non ci aiuta solo nei momenti critici, ma anche nella nostra quotidianità, in particolar modo quando abbiamo bisogno di ispirazione, purificazione e riconciliazione.
 “Si può chiamare in aiuto Gabriele aiuto ogni volta che ti senti abbattuto, quando hai la necessità di superare dubbi e paure, o per avere una guida per desiderio, ispirazione, intuizione o purificazione. Se vi sentite intrappolati, bloccati chiamatelo. Gabriele può aiutarvi a cambiare e iniziare a muoversi di nuovo avanti … Gabriele vuole che tu conduca una vita felice e ti offrirà la guida e l’aiuto ogni volta che lo chiederai. Se ti senti perso e non hai idea di dove stai andando nella vita , chiedi aiuto a Gabriele” (dal libro: Comunicare con l’arcangelo per Ispirazione e Riconciliazione Richard Webster)

Gabriele, l’arcangelo dei sogni, stimola nel sogno la risoluzione dei problemi

“L’Arcangelo Gabriele e altri arcangeli possono lavorare durante i vostri sogni per aiutarvi a risolvere i problemi. Ma solo se li invitate a farlo prima di andare a dormire : “Dovreste risvegliarvi con una memoria che contiene la soluzione (o un seme per la soluzione) al vostro problema. A volte non ricorderete i sogni. Eppure la risposta al problema verrà alla vostra consapevolezza coscientemente durante il giorno” (dal libro: Sognando Con gli Arcangeli, Linda e Peter Miller-Russo)
L’Arcangelo Gabriele visita spesso le persone mentre stanno sognando. Ad esempio, la tradizione cristiana afferma che Gabriele è l’angelo che nella Bibbia dice a Giuseppe in sogno che sarebbe stato il padre di Gesù Cristo sulla Terra.
 “Gabriele è considerato l’arcangelo dei sogni, delle premonizioni e della chiaroveggenza … L’Arcangelo Gabriele darà anche consigli in forma di sogni e visioni. Lui vi aiuterà a crescere in conoscenza e saggezza. La vostra crescita e il vostro sviluppo spirituale progrediranno più velocemente che mai. “(dal libro: Comunicare con l’arcangelo per Ispirazione e Riconciliazione Richard Webster)


Sentirsi sfidati durante la ricezione di un messaggio
I Miller-Russos citano un messaggio di Gabriele dove dice:
“La purificazione del sé costruisce la forza e apre i canali di comunicazione e di saggezza tra voi e gli esseri sui piani superiori”
Le persone possono sentirsi sfidate ad assumere una grande responsabilità quando l’Arcangelo Gabriele comunica con loro.
Quando Gabriele apparve alla Vergine Maria per annunciare che sarebbe stata la madre di Gesù Cristo sulla terra, la Bibbia afferma che Maria fu turbata in un primo momento:

“Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio.” (Luca 1:19) “Ed ella fu turbata a questa parola, e si domandava che cosa volesse dire un tal saluto.” (Luca 1,29).

La Luce Bianca o il color rame chiaro di Gabriele
                                                 Arcangelo Gabriele. Josè Camaròn Bononat. Sec XVIII, Academia de San Carlos, Valencia
 
L’energia elettromagnetica (aura) di Gabriele è bianca o di rame, pertanto puoi vedere la luce bianca o di rame intorno a te quando Gabriele si trova nelle tue vicinanze.
A proposito dell’aura di rame di Gabriele, Doreen Virtue scrive:
“Gabriel è solitamente raffigurato con una grande tromba in rame, a simboleggiare chiaramente che porta messaggi da Dio … l’ alone di Gabriel è color rame, come la tromba simbolica dell’angelo. Se vedete lampeggiare o scintillare luce di rame, o se improvvisamente ti ritrovi attratto da questo metallo, questo è un segno che stai lavorando con l’Arcangelo Gabriele”.

  Preghiera a San Gabriele Arcangelo
San Gabriele arcangelo, angelo dell' Incarnazione, apri le nostre orecchie ai dolci avvertimenti e ai pressanti appelli del Signore. Resta sempre davanti a noi, ti imploriamo, per farci comprendere bene la Parola di Dio, così che possiamo seguirlo ed obbedirgli e compiere ciò che Egli vuole da noi. Aiutaci a restare svegli Così che, quando verrà, il Signore non ci trovi nel sonno. Amen.



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Sitografia: immagini dal web
http://www.paolobabaglioni.com/angeli/larcangelo-gabriele-messaggero-di-dio/
http://www.lalucedimaria.it/chi-e-larcangelo-gabriele-conosciamo-meglio-quale-il-suo-ruolo/