La nostra scelta più importante è il modo in cui decidiamo di vivere la nostra vita. La felicità è amore, nient’altro.

Katia Botta

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giovedì 4 gennaio 2018

Quante volte mi sono ritrovata a fare questa considerazione!

“Quali promesse Dio vuole realizzare nella mia vita? Perché Dio non mi ascolta? Ci sono davvero delle promesse di Dio su di me?”

Quante volte mi sono ritrovata a fare questa considerazione, quante preghiere inascoltate, quanti silenzi o nascondimenti da parte Sua. Poi conoscendolo un po’ e osservando tutti i risvolti positivi dei Suoi “no” alle mie richieste, ho iniziato a fare una cosa: Ho ringraziato! Un ringraziamento che contiene abbandono e fiducia, perché ho capito che Gesù mi conosce più di quanto possa conoscermi io e sa cosa è meglio per me. La mia non è accettazione passiva ma piena fiducia, quella fiducia senza la quale non possiamo creare nessun legame. La fiducia implica un totale affidamento, che si rinforza nel continuo ritrovarsi con Lui nella preghiera, nel continuo dialogo, anche nei rimproveri e nelle arrabbiature, ma sempre dialogo di amore. L’affidamento genera la certezza che Gesù si prende cura di me, è sempre presente, quindi nella più completa fiducia mi fido e mi affido a Lui.

“La sua vicinanza ci rende forti e ci permette di vivere con maggiore gioia la nostra fede”. Papa Francesco

Ti starai chiedendo, come si arriva ad avere questa fiducia e ad abbandonarsi alle Sue promesse?

Stando insieme a Gesù, andando a fondo nella relazione con Lui,  frequentandolo, conoscendolo, amandolo e lasciandoci amare, e basta, non occorre nient’altro!

Come diceva S. Teresa D’Avila “Chi ha Dio non manca di nulla: solo Dio basta!

L’incontro con Gesù è accoglienza, è conforto, è possibilità, è gioia che non puoi fare a meno di comunicare affinché anche gli altri possano vivere la tua stessa esperienza.


Vi invito a leggere questo articolo dove chi come me ha vissuto un’esperienza simile.

Dobbiamo essere vigili per non farci sfuggire l’incontro con Lui, tutto nella nostra vita è un’occasione che ci conduce ad  incontrare Gesù.

Ogni incontro con Gesù ci cambia la vita. Papa Francesco

Buona Vita nell’incontro con Gesù!

Katia Botta


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lunedì 16 ottobre 2017

E tu, hai imparato a riconoscere i tuoi attimi di felicità?


Ho imparato che la felicità deve essere prima riconosciuta e poi accolta. 
Sono attimi che come regali possiamo ricevere solo se li accogliamo nella semplicità e nella generosità di chi li offre. 

Il mondo è pieno di piccole gioie, la felicità si incontra, è un dono di Dio da accogliere.

E tu, hai imparato a riconoscere i tuoi attimi di felicità?


Siate felici!  Katia Botta 

Preghiera per felicità
Siate felici quando un’altra persona vi sorride,
perché è Dio che vi manda un segno di sé.
Siate felici quando vedete la natura,
perché Dio l’ha creata per voi.
Siate felici quando vi abbracciate con una persona che amate,
perché Dio vi ha fatto incontrare.
Siate ancora più felici quando vi incontrate con una persona che non amate,
perché Dio l’ha mandata da voi.
Siate felici di vivere la vostra vita,
perché Dio l’ha scelta per voi.
Siate felici, perché Dio ha creato
la FELICITA’.

Confida nel Signore e fa' il bene;
abita la terra e vivi con fede.
Cerca la gioia del Signore,

esaudirà i desideri del tuo cuore. (Salmo 36,4)

«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena». Dal Vangelo di Giovanni (15, 9-1)

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa lettura.
Buona Vita! Katia Botta

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Immagine dal web by Pinterest
La Preghiera della felicità è tratta da: https://www.qumran2.net/

martedì 12 settembre 2017

La preghiera del "qualsiasi cosa", un atteggiamento di abbandono alla divina provvidenza

“Dai a Dio il permesso di fare ciò che vuole nella tua vita ”


Nella mia vita l’espressione “qualsiasi cosa” ha assunto un senso spirituale. Lasciate che mi spieghi.

“Avete mai sentito parlare della preghiera del qualsiasi cosa?”. L’ho domandato ad alcuni amici recentemente. Nessuno sapeva di cosa stessi parlando. E questo non è che mi abbia stupito. Vedete, ho coniato io stessa la formula...

Si tratta di un tipo di preghiera che lo Spirito Santo mi ha spinto a fare più volte in questi giorni; in tale preghiera io dico a Gesù: 

“Qualsiasi cosa tu voglia, io la voglio. Qualsiasi cosa tu scelga, io la scelgo. Qualsiasi cosa tu dica, io la farò. Qualsiasi cosa tu mi doni, io l’accoglierò. Qualsiasi cosa tu mi rifiuti, io accetterò questa decisione. Qualunque sia il tuo progetto, io me ne rallegrerò. Qualsiasi cosa, Signore. Qualsiasi cosa”.

Questo è un atteggiamento che i santi chiamano abbandono alla divina provvidenza o resa totale a Dio. Il mio direttore spirituale dice che un simile tipo di abbandono e di speranza fiduciosa in Gesù è preferibile allo scegliere una cosa oppure un’altra. Significa “dare a Dio il permesso”, per così dire, di fare con me ciò che vuole. Se io realmente permetto a Gesù di essere il Signore e Maestro della mia vita, allora devo essere pronta ad abbandonare la mia volontà per accogliere la sua volontà, i miei progetti per realizzare i suoi progetti, come pure i miei tempi per adeguarmi ai suoi. Quando avevo da poco ricevuto il battesimo nello Spirito Santo, avevo affisso una scritta sulla mia scrivania che diceva: resa incondizionata. Sapevo di avere bisogno di un costante promemoria riguardo a quello che la conversione a Gesù esigeva da me. È come firmare un assegno in bianco e consegnarlo a qualcun altro perché ne decida l’importo. C’è da prendere paura, non è vero?

Non proprio, perché il nostro Signore è così buono e gentile che arrendersi a lui è, allo stato attuale, la cosa più sensata e sicura che una persona possa fare. Quando ci abbandoniamo alla sua amorevole provvidenza, possiamo essere perfettamente tranquilli. Egli è Dio. Ogni cosa gli appartiene. E noi sappiamo quanta cura abbia del suo popolo, come dice Davide nel salmo: “Quanti prodigi hai fatto, Signore Dio mio, quali disegni in nostro favore: nessuno a te si può paragonare (SaI 39,6).

Un mio saggio amico cristiano una volta mi disse: “Patti, non ci sono limiti a quello che Dio può fare nella vita di qualcuno che si abbandona completamente a lui”. E questo è assolutamente vero. Basta che leggiate i Vangeli e lo potrete constatare. Un’umile vergine di nome Maria è diventata la Madre di Dio.

Un falegname di nome Giuseppe è divenuto il custode del Redentore. Simon Pietro, il pescatore, è diventato papa. Un esattore delle tasse come Matteo è divenuto un evangelista. Maria Maddalena, una prostituta, è stata la prima a dare l’annuncio della risurrezione di Gesù. Un persecutore di nome Saulo è diventato Paolo, l’apostolo delle genti. E la lista potrebbe continuare.

Chiunque si arrenda incondizionatamente, che firmi l’assegno in bianco, che si abbandoni alla divina provvidenza, che preghi quella preghiera, sarà trasformato addirittura al di là delle sue più rosee aspettative. Un’antifona della liturgia delle ore recita: “Arrenditi a Dio, ed Egli farà qualsiasi cosa per te”. Qualsiasi cosa!

Forse lo Spirito Santo mi ha fatto ricordare l’importanza dell’abbandono alla volontà di Dio perché questi sono tempi davvero critici per la Chiesa. Il Signore ha bisogno di un popolo che si arrenda a lui, attento alla sua voce, e che desideri fare qualsiasi cosa Egli comandi.

Lo Spirito Santo aleggia sopra di noi e ci incoraggia ad abbandonarci completamente a Dio. Diciamo con tutto il cuore: “Qualsiasi cosa, Signore, qualsiasi cosa”, ed osserviamo con attenzione ciò che farà.

Dopo aver parlato al nostro gruppo della preghiera del ‘qualsiasi cosa’, una donna mi disse di aver formulato una petizione silenziosa al Signore. Consisteva di due sole parole, ma diceva tantissimo... “qualsiasi cosa”. 

E voi, siete in grado di arrendervi a Dio in questo modo?






immagine dal web


(Patti Mansfield – Dalla rivista Ruah del RnS)

http://digilander.libero.it/rinnovamento/documenti/cate_079.html

giovedì 2 febbraio 2017

Preghiera,Terapia e Guarigione ritroveranno così il loro naturale decorso


In un precedente articolo  ho trattato un tema oggi molto richiesto
Oggi tratterò il tema della Preghiera della Terapia e Guarigione, avvalendomi di un articolo del Dr. F. Candeloro medico omeopata, che ringrazio per la sua disponibilità. 
La Preghiera quella “forza che ci trascende e ci sostiene” e dei suoi benefici su corpo e spirito, Terapia e Guarigione intesa anche come rapporto medico-paziente, quell’affidarsi del paziente con abbandono ritrovando nel medico-terapeuta oltre alla fiducia professionale, l’empatia, la comprensione e la compassione, quelle vibrazioni di amore- guarigione ormai un po’ perdute…fortunatamente non per tutti.
 
 Buona lettura, Katia Botta


Dalla sofferenza alla piena consapevolezza di noi stessi
Esistono sicuramente molti modi di accostarsi al divino, e certamente la preghiera rappresenta spesso la maniera più intima e personale di farlo: immagino che chiunque, vivendo comunque in una società che da sempre mostra evidenti inclinazioni religiose, sia stato spesso anche solo tentato di pregare, certamente anche coloro che meno di altri sono religiosamente devoti, o confidano in un essere superiore e trascendente, capace di andare oltre i propri limiti oggettivi. E proprio per questo, forse, molti di noi si accostano alla preghiera soprattutto in un momento di massimo bisogno, quando cioè la nostra esistenza è turbata da situazioni personali o familiari di difficile risoluzione, o ancora in presenza di un malessere fisico di una certa gravità, o di un disagio emotivo che ci rende in costante balia degli eventi. Quasi sempre, dunque, ci rivolgiamo alla preghiera in una condizione di sofferenza fisica o morale, sia per noi sia per i nostri affetti più cari, il cui disagio inevitabilmente finisce per investire anche la nostra esistenza.

Nella preghiera ci accostiamo al divino come ad un ipotetico amico buono e saggio, ad un terapeuta eccelso, a qualcuno capace di anticiparci eventi e situazioni, e rimaniamo in attesa di un segno, di una manifestazione, che possa in qualche maniera alleviare le nostre sofferenze. Spesso, però, il fatto stesso di pregare è già di per sé sufficiente a ridurre, almeno momentaneamente, le nostre tensioni, ad attenuare la nostra disperazione, a riportare un barlume di speranza in un individuo che fino a poco prima faceva i conti con la propria fragilità e la propria impotenza.
E in effetti questo stato di momentaneo benessere ci permette di assaporare, magari solo fino al prossimo momento di sconforto, una nuova condizione esistenziale che, quasi per magia, coinvolge tutto il nostro organismo.

Armonizzare Mente, Cuore, Pancia
A pensarci bene chi di noi ha fatto questa esperienza, anche solo una volta nella vita, ha contemporaneamente avuto la possibilità di verificare quanto complesso sia il nostro organismo, eppure straordinariamente dinamico nel ritrovare in breve tempo il benessere fisico, e soprattutto emotivo, che poco prima sembravano perduti: ritrovare, cioè, il governo dei propri sentimenti, il coraggio delle iniziative personali, la convinzione nei propri mezzi, quella speranza che genera ottimismo, la consapevolezza di non essere più soli e tanto meno abbandonati ad un creato ostile, abitato da esseri tanto diversi e indifferenti.

Se lasciati guidare da questo nuovo stato della mente, quell'attimo di armonia di sensi e sentimenti può prolungarsi, con la nostra volontà, e guidarci verso una progressiva rinascita interiore, che dalla sofferenza ci condurrà alla piena consapevolezza di noi stessi, della nostra missione esistenziale e dell'accogliente bellezza di tutto il creato, del quale finalmente torneremo a sentirci parte integrante.
E' proprio questa, quindi, la risposta, quasi immediata, che dovevamo attendere: nessun messaggio particolare e soprattutto materiale, nessuna manifestazione necessariamente fisica, ma la liberazione momentanea da una sofferenza, che apre il cuore alla vita e alla speranza, che ci conforta con parole sincere e partecipi, e ci sospinge a riprendere con fiducia il cammino della nostra esistenza, alla ricerca di quella comunione con l'assoluto, da cui siamo in ogni istante amorevolmente circondati. E allora la preghiera più bella non sarà più quella contenete una nostra richiesta, bensì l'affidamento completo e sicuro, in ogni situazione che ci spaventa, che ci tormenta, che sembra irrisolvibile, ad una forza che al tempo stessa ci trascende e ci sostiene, e mai ci abbandona. Questo completo affidamento è quanto espresso magistralmente nella preghiera del Padre Nostro, dove la nostra volontà, appunto, torna a farsi un tutt'uno con quella di chi ci supera e ci trascende, ma desidera solo il nostro bene e la nostra gioia più completa. Questo splendido esempio di cosciente e completo abbandono a qualcosa di superiore a noi, che vuole però renderci del tutto uguali a lui, è quanto si auspica ogni medico che vuol curare la persona unitamente all'organo o alla funzione perturbata, nell'ambito di un ritrovato e rinnovato rapporto medico-paziente dove, proprio come un buon padre, un medico colto e coscienzioso tornerà ad usare con sapienza tutti gli strumenti del guarire, comprese le armi, decisamente umane, della condivisione e della vicinanza, dell'esortazione e della giusta ricompensa. Come dunque nel Padre Nostro il completo affidamento ad una entità spirituale che ci trascende è solo il mezzo per pervenire ad una nuova e più benefica esistenza, accessibile ad ogni essere umano, così questo rinnovato rapporto medico-paziente permetterà di ritrovare, accanto alla salute fisica, quell'armonia di cuore e mente indispensabili a mantenere nel tempo il benessere di tutto l'organismo.

Preghiera, terapia e guarigione ritroveranno in tal modo il loro naturale decorso, e la persona tornerà così a riassaporare quell'armonia di sensi e sentimenti che aveva perduto, in quanto non più, o non ancora, essere trascendente, cioè naturalmente capace di amare in maniera illimitata e incondizionata.


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Buona Vita! Katia Botta

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Immagine dal web
http://www.omeopata.org/testi_divulgazione/preghiera_omeopatia.htm