La nostra scelta più importante è il modo in cui decidiamo di vivere la nostra vita. La felicità è amore, nient’altro.

Katia Botta

venerdì 12 maggio 2017

Perché l'amore sia vero amore, deve contenere la gioia, la compassione, e l'equanimità

 
I quattro elementi della Vera Mente dell'Amore

1. GENTILEZZA AMOREVOLE
Il vero amore contiene l’elemento della gentilezza amorevole, che è la capacità di offrire felicità. Bisogna praticare la visione profonda verso chi si ama al fine di capirla. Se non capisci, non puoi amare. Per amare una persona veramente bisogna perciò esserci, imparare a guardarla, a parlarle. Rendere un’altra persona felice è un’arte che si impara.
Il primo aspetto della Vera Mente dell'Amore è l'intenzione e la capacità di offrire gioia e felicità.
Per sviluppare questa capacità, dobbiamo praticare l'osservazione attenta e l'ascolto profondo, in modo da sapere cosa fare e cosa non fare per rendere felici gli altri.
Se offrite alla persona amata qualcosa di cui non ha bisogno, non è la Vera Mente dell'Amore. Dovete capire la sua reale situazione o ciò che le offrirete potrebbe portarle infelicità.
Senza questa comprensione profonda, il vostro amore non è vero amore. Dovete guardare in profondità per comprendere le necessità, le aspirazioni e la sofferenza della persona amata.
Noi tutti abbiamo bisogno di amore. L'amore ci porta gioia e benessere. È qualcosa di naturale, come l'aria. Noi tutti abbiamo i semi dell'amore, dentro di noi. Possiamo sviluppare questa meravigliosa fonte di energia, nutrendo un amore senza riserve, un amore che non pretende nulla in cambio.

2. COMPASSIONE
Il secondo elemento che compone il vero amore è la compassione, la capacità di togliere il dolore, di trasformarlo nella persona che amiamo. Anche in questo caso bisogna praticare il guardare in profondità per riuscire a vedere che tipo di sofferenza ha in sè quella persona. Spesso avviene che l’altra persona, compresa e sostenuta, sarà in grado di affrontare più facilmente le difficoltà della sua vita, perchè sentirà che siete dalla sua parte. La compassione ha un amico vicino: la commiserazione.
Il secondo aspetto del vero amore quindi è l'intenzione e la capacità di alleviare e trasformare la sofferenza e il dolore attraverso la Compassione. "Compassione" è un termine composto da "com" (da cum: insieme a) e "passione" (da patior: soffrire). Ma per alleviare la sofferenza di un'altra persona, non abbiamo bisogno di soffrire anche noi. Un medico, per esempio, può curare la sofferenza dei suoi pazienti senza per questo dover sperimentare la malattia egli stesso.
Se in noi v'è troppa sofferenza, potremmo esserne schiacciati ed essere così incapaci di donare aiuto.
Per sviluppare la compassione in noi stessi, dobbiamo praticare il respiro consapevole, l'ascolto profondo e l'osservazione profonda. La compassione implica una profonda partecipazione. Tu sai che l'altra persona sta soffrendo, per cui ti siedi accanto a lei. L'ascolti e la osservi profondamente fino a poterne toccare il dolore. Sei in profonda comunicazione, profonda comunione con lei e già questo le porta un po' di sollievo.
Una parola, un atto o un pensiero compassionevole può diminuire la sofferenza di un'altra persona e portarle gioia.
Con la compassione nel vostro cuore, ogni pensiero, parola o azione può dar vita ad un miracolo.
La compassione ha un amico vicino: la commiserazione

3. GIOIA Simpatetica o Altruistica
Il terzo elemento del vero amore è la gioia.
Il vero amore porta sempre con sé la gioia per noi e per la persona amata. Se il nostro amore non porta gioia ad entrambi, non è vero amore.
La "gioia simpatetica" o "gioia altruistica", è il tipo di gioia che proviamo quando vediamo la felicità altrui. Ma questa interpretazione è troppo limitata, porta con sé una discriminazione fra noi e gli altri. Una definizione più profonda è una gioia piena di pace e appagamento. Noi gioiamo quando vediamo gli altri felici, ma gioiamo anche per il nostro proprio benessere. Come possiamo provare felicità per un'altra persona se non siamo felici noi stessi? La gioia è per tutti.

4. L’EQUANIMITA’
Il quarto elemento del vero amore è l’equanimità, non attaccamento, non discriminazione, imparzialità o lasciar andare.
Se il vostro amore ha in sé attaccamento, discriminazione, pregiudizio o avidità, allora non è vero amore.
La vera equanimità non è né fredda né indifferente. Se avete più di un figlio, sono tutti vostri figli, vuol dire che amate in un modo tale per cui tutti i vostri figli ricevono il vostro amore, senza discriminazioni.
L’equanimità ha la caratteristica detta "la saggezza dell'uguaglianza", la capacità di vedere tutti con imparzialità, senza discriminazioni fra noi e gli altri. Dobbiamo porci nella "pelle dell'altro" e divenire uno con lui se vogliamo veramente capirlo e amarlo. Quando ciò accade, non c'è più un "io" e un "altro".

Perché l'amore sia vero amore, deve contenere la compassione, la gioia e l'equanimità. Perché la compassione sia vera compassione, deve avere in sé l'amore, la gioia e l'equanimità. La vera gioia deve contenere amore, compassione ed equanimità. E la vera equanimità deve avere in sé l'amore, la compassione e la gioia. Questa è la natura dell'Interessere (interdipendenza) delle Quattro Menti Incommensurabili.
Se vogliamo portare questi quattro aspetti dell'amore nella nostra vita e nella vita di coloro che amiamo, dobbiamo guardare in profondità questo insegnamento e praticarlo innanzitutto noi stessi.
L’equanimità ha un amico lontanto: la passione o discriminazione e un amico vicino: l’indifferenza.


 (Dai Discorsi di Thich Nhat Hanh- Teachings on Love (Parallax Press)







Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa lettura.
Buona Vita, Pace a voi! Katia Botta

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